”Fammi salire”: prende a botte l’autista

autobus1Cileno pretende di imbarcarsi sul mezzo a fine corsa. Al diniego aggredisce il conducente

Treviso, 27 gennaio 2014 – Non riusciva a farsi aprire la porta dall’autista dell’autobus, ormai a fine corsa, e così, salito dal retro, lo ha raggiunto e dopo averlo preso a male parole, lo ha aggredito a sportellate. Protagonista è un 30enne cileno infuriatosi con un conducente 45enne dell’Actt. Per calmare il passeggero è servito l’intervento immediato degli agenti delle volanti della polizia, che hanno proceduto con la denuncia del 30enne per interruzione di pubblico servizio, lesioni e ingiurie. A fare da cornice al diverbio sfociato in violenza verbale e fisica la fermata del bus di via Roma. Erano circa le 10 del mattino di venerdì quando l’autobus condotto dal 45enne, partito da Quinto, ha raggiunto il centro storico stracolmo di passeggeri.

Alla fermata una decina di persone si è avvicinata all’uscita centrale del mezzo per scendere, mentre altri sono rimasti all’interno per concludere il percorso al Duomo. Il 30enne cileno ha cominciato a bussare alla porta anteriore del bus, cercando di carpire l’attenzione del conducente. Non vedendosi aprire, lo straniero ha cominciato a colpire il vetro con maggior vigore per poi cominciare ad urlare al conducente. «Perché non mi fai salire? Devo andare in Provincia» diceva il 30enne mentre il conducente dell’autobus gli indicava a gesti che il mezzo era ormai verso la fine del suo percorso.

Ma il passeggero insisteva tanto da costringere il 45enne a spegnere il motore e ad aprire la porta posteriore per farlo salire e spiegargli a voce quale fosse il problema. Solo che il 30enne a quel punto aveva perso le staffe: avvicinandosi pronunciando ogni tipo di insulto nei confronti del suo interlocutore, nel frattempo alzatosi dal sedile, lo ha raggiunto con un balzo e servendosi dello sportelletto che divide la zona riservata al conducente da quella dei passeggeri, ha iniziato a colpire il ginocchio del 45enne, facendolo cadere a terra. Sul posto sono subito intervenuti i poliziotti che a fatica sono riusciti a riportare alla calma lo straniero, spiegandogli quale fosse l’origine dell’ «incomprensione», per poi accompagnarlo in questura e procedere con la denuncia.

Fonte: Corriere Veneto