Visite mediche ‘non autorizzate’ durante l’orario di lavoro, denunciato primario

guardia finanza16Secondo l’accusa il professionista si sarebbe assentato dal posto di lavoro per fare delle visite mediche non autorizzate

Torino, 28 gennaio 2014 – La Guardia di Finanza di Torino ha denunciato un primario per truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. Il professionista si sarebbe assentato dall’ospedale per eseguire visite mediche non autorizzate.
La segnalazione è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Ivrea, poichè il primario è dipendente dell’AslTo4
Secondo quanto accertato dai militari della Compagnia di Ivrea, il medico, dipendente di un presidio ospedaliero, si allontanava dal proprio reparto durante l’orario di servizio senza timbrare il cartellino e segnalare l’interruzione dell’attività, per recarsi presso varie strutture sanitarie esterne per eseguire visite mediche specialistiche in orari e con modalità diverse da quelle per cui era autorizzato da parte della propria Direzione Sanitaria.
Nello specifico, il professionista era autorizzato a svolgere visite specialistiche all’esterno dell’ospedale solo in determinate fasce orarie e presso determinate strutture sanitarie, previa interruzione delle attività svolte presso l’ospedale da cui dipendeva.
L’inosservanza delle disposizioni ha permesso al medico di percepire indebitamente sia la retribuzione ordinaria (relativa alle ore lavorative falsamente prestate presso il presidio ospedaliero ed invece impiegate presso altre strutture sanitarie per visite private) sia la speciale “indennità di esclusività” spettante ai professionisti, primari di reparto, a fronte dell’impegno esclusivo assunto con l’Azienda Sanitaria.
I successivi approfondimenti documentali hanno permesso di individuare e quantificare il danno causato dal medico al Servizio Sanitario Nazionale, dal gennaio del 2009 al settembre del 2013, in una cifra pari a circa 110.000 euro. Il professionista, oltre ad essere stato deferito all’autorità giudiziaria competente per il reato di truffa, verrà segnalato alla Corte dei Conti per il recupero delle somme indebitamente percepite.

Fonte: La Sentinella del Canavese