Albanese denuncia giocatori d’azzardo ma traduce il suo nome: condannato

stazione carabinieriIl giovane aveva fornito il suo nome italianizzato per una segnalazione contro il gioco illegale ma la buona volontà non è bastata

Belluno, 29 gennaio 2014 – Pensava di fare un gesto da cittadino modello, ma si è ritrovato nei guai. Un giovane di nazionalità albanese è stato condannato a 5 mesi di reclusione, convertiti in libertà controllata, in seguito ad un episodio avvenuto due anni fa in un locale di Cesiomaggiore.
Arrivato nel locale, il giovane si accorse che un gruppo di persone stava giocando a poker a soldi e, sapendo che il gioco d’azzardo è vietato, ha telefonato ai carabinieri per segnalare il fatto. Il militare che raccolse la segnalazione chiese al ragazzo le generalità e lui fornì il suo nome “tradotto” in italiano. Il giorno successivo i carabinieri richiamarono il ragazzo e lo convocarono in caserma per ricostruire tutti i fatti e, rendendosi conto che il nome non corrispondeva chiesero spiegazioni, fino ad accusare l’albanese di aver fornito false generalità, cioè false dichiarazioni a pubblico ufficiale.
Il ragazzo, assistito dall’avvocato Giorgio Gasperin, ieri è stato giudicato in rito abbreviato dal gip Giorgio Cozzarini, pubblico ministero Roberta Gallego. Secondo la difesa, non c’era alcuna volontà di dichiarare il falso, tanto è vero che il giorno successivo il ragazzo si presentò dai carabinieri senza problemi e l’unico motivo per il quale aveva dato un nome italianizzato al telefono era per i molti episodi di incomprensione registrati in passato. In sostanza, essendo straniero e con un nome complicato, il giovane era ormai stato “ribattezzato” con un nome più facile da ricordare.
La giustificazione, però, non è bastata, perché le false generalità sono state date in ogni caso.

Irene Aliprandi
Fonte: Corriere delle Alpi