Il mare restituisce una scarpa con un osso umano

carabinieri notteMacabro ritrovamento allo scalo di alaggio del porto di Goro. Indagano i carabinieri e gli esperti della Medicina legale

Ferrara, 30 gennaio 2014 – Giallo al porto di Goro, dove domenica sera è stato effettuato un macabro ritrovamento: una scarpa, da cui uscivano i brandelli di un calzino e un osso umano. Ora si dovrà attendere l’esito degli accertamenti dell’Istituto di Medicina Legale di Ferrara per avere la certezza definitiva che i resti trovati siano effettivamente riferibili a una persona, ma da quanto sarebbe stato possibile verificare dalle prime indagini, sembra che ci siano pochi dubbi sul fatto che quello trovato sia davvero un osso umano.
Il ritrovamento risale a domenica scorsa: intorno alle 22.30 uno dei vigilanti della Coop Service, impegnato nel suo normale servizio di controllo al porto di Goro, ha notato uno strano detrito proprio all’altezza del bagnasciuga dello scalo di alaggio. Il vigilante ha controllato e ha notato che si trattava di una scarpa da ginnastica. Forse uno dei tanti detriti che arrivano dal mare in occasione dell’alta marea. Ma l’addetto alla vigilanza si è avvicinato e ha notato che dalla scarpa spuntavano strani resti. Un controllo più approfondito e ha visto che spuntava addirittura un osso.
A quel punto il vigilante ha subito telefonato a Sandro Farinelli, uno dei soci che gestiscono lo scalo di alaggio gorese, che si è subito portato sul posto per verificare di persona quello che l’addetto gli stava comunicando. E lo stesso Farinelli, una volta capito che quello che spuntava da quella scarpa era davvero un troncone d’osso – molto simile a quello che della caviglia di un uomo, ha immediatamente dato l’allarme ai carabinieri, telefonando al comando della compagnia di Comacchio.
Pochi minuti e sul posto si sono precipitati i militari della stazione di Goro che, con tutte le cautele del caso, hanno provveduto al recupero della scarpa e del suo contenuto: i reperti sono stati inseriti in un apposito contenitore e tutto è stato inviato all’Istituto di Medicina legale di Ferrara, Ora si attende l’esito degli accertamenti, mentre le ipotesi investigative, in questa fase, sono che si possa trattare anche dei poveri resti di un suicida. E visto lo stato in cui sono si trovavano, potrebbero essere quelli di una persona che si sarebbe gettata in acqua molto lontano da Goro, probabilmente nel Po, e poi trascinati fino in mare.
Una volta appurato definitivamente che, come sembra scontato, si tratti di ossa umane, è probabile che vengano effettuati accertamenti per estrarre il Dna, in modo da poterlo comparare con quello di persone parenti di persone scomparse.

Fonte: La Nuova Ferrara