Imposero chiusura negozi, nuovi arresti per i ‘Forconi’

forconi.movimentoTrani, 30 gennaio 2014 – Sale a 45 nel giro di due settimane il numero delle persone identificate e raggiunte da misure cautelari perche’ nel dicembre scorso tra Barletta, Molfetta, Bisceglie e Canosa di Puglia parteciparono alle manifestazioni piu’ violente nel corso delle proteste indette dal movimento dei ‘Forconi’. Tra loro vi sarebbero anche infiltrati di Forza Nuova protagonisti degli episodi piu’ gravi in un ufficio postale. Su ordine della procura di Trani, oggi sono state eseguite venti nuove misure cautelari (6 arresti domiciliari e 14 obblighi di dimora) che si aggiungono alle 25 (7 ai domiciliari e 18 obblighi di dimora) eseguite il 17 gennaio scorso. Gli indagati sono accusati di violenza privata e interruzione di pubblico servizio per aver obbligato imprenditori e commercianti a chiudere le proprie attivita’, compresi centri commerciali. Uno dei casi piu’ gravi ha riguardato l’ufficio postale di Canosa di Puglia dove 6 persone, tra cui i presunti appartenenti a Forza Nuova, fecero irruzione obbligando gli impiegati a chiudere gli sportelli, spaventando i clienti tra cui un’anziana che si senti’ male. Uno degli arrestati, tra l’altro, mesi prima aveva colpito con un pugno al volto un carabiniere ad un posto di blocco: un particolare segnalato da carabinieri, proprio per chiarire la personalita’ degli arrestati che si sarebbero ”infiltrati nella legittima protesta del movimento dei forconi”. Gli indagati hanno fra i 18 e i 47 anni; sono di Molfetta, Andria, Bisceglie e Canosa di Puglia. Tutti canosini i sei arrestati, due dei quali appartenenti a Forza nuova e cioe’ Giuseppe Barnaba’, di 43 anni e Francesco Malcangio, di 37. Gli altri che hanno ottenuto i domiciliari sono Francesco Scardi, 43 anni, Claudio D’Aquino, 39, Fabio D’Aquino, di 25, e Pasquale Chieco, di 31. Oltre all’episodio dell’ufficio postale altri riguardano intimidazioni a commercianti e lavoratori del centro commerciale e dell’outlet di Molfetta, oltre che a dipendenti di due societa’ di telefonia della contigua zona industriale, intimidazioni costate l’obbligo di dimora a due molfettesi, di 33 e 48 anni. Altri episodi al centro dell’indagine si verificarono a Bisceglie, dove cinque persone sono state sottoposte a obbligo di dimora, per aver fatto irruzione in un centro scommesse, e, infine, Barletta, dove sono stati denunciati, sempre con obbligo di dimora, altre sette persone, tutte di Andria, accusate di avere minacciato commercianti e ambulanti che lavoravano in corso Cavour in occasione della festa di Santa Lucia.(ANSA)