Tutta la città va su Facebook per aiutare “Mario son sodo”

mario son sodoL’ex falegname vittima di un’estorsione a luglio non ha i soldi per un avvocato. Lucca apre una pagina sul social network per pubblicizzare un evento in cui raccogliere i fondi

Lucca, 30 gennaio 2014 – Sbarca a «Le Iene», nota trasmissione televisiva di Italia Uno, la vicenda di Mario Barsotti, l’ex falegname in pensione di Lucca conosciutissimo in città con il nomignolo di «Mario son sodo», vittima di un’estorsione messa in atto da una coppia che l’ha ridotto sul lastrico. Una storia di qualche mese fa, che una volta emersa suscitò un’ondata di indignazione enorme in città, tornata d’attualità grazie al servizio del celebre programma Mediaset. Tant’è che su Facebook è stato creato un evento, fissato per il 16 marzo, mirato a raccogliere fondi per risarcire il pensionato vittima di un raggiro condito da minacce e ricatti.

IL PERSONAGGIO – Mario a Lucca lo conoscono tutti, dal bambino all’anziano. Ed esattamente con questo nomignolo: «son sodo», da una espressione tipica del posto che lui stesso ama ripetere per spiegare di essere un tipo “sodo”, in gamba. E’ una persona semplice, che ama passeggiare per le vie del centro storico a qualsiasi ora del giorno, cantando a squarciagola e regalando battute e sorrisi ai passanti. Un autentico personaggio, per certi versi persino un simbolo della lucchesità. Qualche mese fa, prima dell’estate 2013, il suo sorriso era però improvvisamente scomparso, lasciando spazio a un Mario taciturno, spesso arrabbiato, a cui nessuno era abituato. In più, l’ex falegname aveva cominciato a chiedere l’elemosina. Un elemento sospetto, mai accaduto prima. Qualcuno avverte le forze dell’ordine.

LE INDAGINI – Scattano le indagini e gli inquirenti scoprono che Mario “son sodo” è vittima da tempo di una coppia di lucchesi, 46 anni lui, 53 anni lei, che lo costringono a chiedere l’elemosina e pretendono ogni mese almeno metà della sua misera pensione. Il primo luglio scatta il blitz e i due aguzzini vengono arrestati dagli uomini della squadra mobile di Lucca, diretti da Virgilio Russo. Mario, nella sua semplice bontà, continua a difenderli: «Sono miei amici, mi volevano bene. Mica li arrestate, eh?», chiede ai poliziotti che lo conducono in questura.

IL RACCONTO – «Mi dovevano portare in Svizzera – racconta Mario -: dovevamo andare a Lugano, a passare una settimana in albergo». Solo dopo aver parlato a lungo con i poliziotti, Mario si rende conto di essere stato ingannato: «Gli davo i soldi – racconta – perché avevo paura che mi picchiassero. Facevano una cosa brutta. Quando non porto abbastanza soldi – aggiunge l’ex falegname – mi dicono che sono uno str… e che non so guadagnare nemmeno un euro». La ricostruzione della polizia chiarisce anche i due diversi ruoli della coppia di estorsori: lui fa il “cattivo”, quello che sgrida Mario. Lei, invece, gli fa avance, dicendo che lui è il suo “fidanzato virtuale”. «Mi sa – dice la donna al pensionato – che io dovrei proprio cambiare marito». Così, di fronte alla promessa di una nuova vita in Svizzera e per amore di lei, Mario passa l’intera giornata a chiedere soldi, prosciugando di pari passo il suo conto in banca.

L’ARRESTO – Il primo luglio, come detto, arriva l’arresto. Mario è stato informato dagli agenti di quello che sta per accadere. Così finge di presentarsi all’ennesimo incontro con i suoi aguzzini per la consegna del denaro. Si avvicina alla loro auto, attendendo un segnale dagli agenti che sono nascosti in borghese nei pressi. Poi arriva anche l’auto con a bordo gli uomini della Mobile che fanno scattare le manette.

IL PROCESSO – Il 16 gennaio avrebbe dovuto svolgersi l’udienza preliminare davanti al Gup del tribunale di Lucca Giuseppe Pezzuti, ma lo sciopero nazionale degli avvocati ha fatto slittare tutto al 5 marzo. Quel giorno, in aula, i due indagati (di nuovo a piede libero dopo l’arresto di luglio) si erano presentati con un legale, Mario “son sodo” Barsotti no. Ne è sprovvisto, al momento.

L’AIUTO DELLA CITTA’ – Il servizio de “Le Iene” ha riproposto il dramma vissuto dall’ex falegname. Su Facebook è stato creato un evento che in pochi minuti ha subito superato i 200 partecipanti, destinati a salire rapidamente nelle prossime ore. «Partecipa anche tu – si legge nella pagina creata – a questo evento (previsto per il 16 marzo all’interno della centrale piazza Napoleone dove potrai donare il tuo euro a Mario Son Sodo, l’evento sarà ripreso da più telecamere per poter immortalare questo gran giorno di solidarietà per un mito Lucchese che tutti noi conosciamo». Oggi Mario è tornata a sorridere, ma la ferita per la città – leggendo le centinaia e centinaia di commenti dei lucchesi sui social network – è aperta più che mai.

Simone Dinelli
Fonte: Corriere Fiorentino