“Vergogna! Ha ucciso mio figlio e gli hanno dato solo 14 anni”

La vittima dell'omicidio  Gianluca Serpa (Torres)
La vittima dell’omicidio Gianluca Serpa (Torres)

Pavia, 30 gennaio 2014 – Nella prima udienza del processo, alla lettura del capo d’imputazione, Giovanna Martello, madre della vittima, non aveva saputo trattenere le lacrime. «Reato 575 del Codice penale (omicidio, ndr), per aver cagionato la morte di Gianluca Serpa colpendolo al torace con un pugnale con la lama di 27 centimetri, provocandogli ferite profonde e un duplice effetto letale» aveva letto il presidente della Corte d’assise nel silenzio dell’aula. Un delitto orribile avvenuto a Chignolo Po, nell’Oltrepo pavese, la notte fra il 25 e il 26 novembre 2012, per il quale ieri è stato condannato Angelo Siciliano, 26 anni, fidanzato della cugina di Gianluca. La Corte ha accolto la richiesta fatta dal pubblico ministero Marcello Maresca, riconoscendo a Siciliano le attenuanti generiche e condannandolo a 14 anni di carcere, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e al pagamento di una provvisionale di 180.000 euro ai genitori e ai fratelli della giovane vittima, costituitisi parte civile.

L’iniziale clima di omertà aveva poi lasciato spazio a molte dichiarazioni contraddittorie, che avevano alimentato le tensioni fra le famiglie di Giacomo e Sergio Serpa. I due fratelli, padre e zio della vittima, entrambi di origini calabresi, fino all’aprile 2012 erano contitolari di un’impresa edile. «Poi ci siamo separati, ma senza grossi problemi – aveva testimoniato in aula Sergio -. È stato da quando ho preso Angelo Siciliano, il fidanzato di mia figlia, a lavorare con me, che tutto è cambiato».

Proprio questo “sgarbo”, unito ad alcune presunte voci sparse in paese, avrebbe spinto Giacomo a presentarsi a casa del fratello insieme ai figli Gianluca e Carmine per «regolare i conti». Sul posto arrivò anche Angelo Siciliano, chiamato dalla fidanzata all’epoca 18enne. Su cosa sia successo da quel momento in poi le versioni sono contrastanti. L’unica certezza è che Gianluca venne colpito al petto con un coltellaccio portato da Siciliano. Quattordici anni per questo delitto «sono una vergogna – ha commentato la madre Giovanna fuori dall’aula -. Chi c’entra con la morte di Gianluca deve pagare». Parole che hanno scatenato l’ira del cognato Sergio Serpa. Sono dovuti intervenire i vigilantes e il 118 per la madre della vittima.
di Matteo Miglietta

Fonte Il Giorno