Belloccio, elegante, istruito: ecco chi è il molestatore di Bologna

Foto: Facebook
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Cesarin Robert Tivadar non ha detto una parola quando la polizia si è presentata nella sua camera in uno studentato di Copenaghen

Bologna, 30 gennaio 2014 – Quando la Polizia danese (insieme a due colleghi della Questura di Bologna), oggi in tarda mattinata, si e’ presentata nella camera di uno studentato che condivide con altri due studenti, Cesarin Robert Tivadar (foto) non ha detto una parola. Forse se l’aspettava, forse sapeva di essere nel mirino degli inquirenti che indagano da giorni sul molestatore seriale che a gennaio ha seminato il panico tra le giovani donne sotto le Due torri. Tanto che tre giorni fa, su Facebook, aveva pubblicato una foto da cui risultava che si trovava ad Oslo, forse per spargere falsi indizi perche’ agli investigatori risulta che Tivadar da quando e’ partito da Bologna per Copenaghen non si e’ piu’ mosso dalla capitale danese.

Nella sua camera non sono state trovate sostanze stupefacenti, e cosi’ pure a casa della mamma (perquisita nelle stesse ore in cui veniva passato al setaccio lo studentato) che vive e lavora a Bologna da anni, e che il 26enne era venuto a trovare durante le vacanze di Natale. A casa della madre, invece, sono stati trovati i ‘famosi’ stivaletti scuri e il cappotto nero a tre quarti che le vittime hanno descritto agli investigatori. Potrebbe invece essere a Copenaghen la lunga sciarpa bianca che il ragazzo indossava la notte delle aggressioni, intorno alle cinque dell’11 gennaio. Sono due gli episodi, i piu’ gravi, su cui la Procura di Bologna ha chiesto il mandato di arresto europeo, concesso dal gip Francesca Zavaglia. Probabilmente, pero’, sono riconducibili a lui altre due molestie a danno di giovanissime (una minorenne).
Escluso invece che sia lui l’autore di una quinta aggressione, a Casalecchio di Reno, verificatasi il 4 gennaio e per cui si stanno seguendo altre piste.

Cesarin e’ un ragazzo belloccio, elegante, istruito: scuola superiore a Bologna, laurea in Turismo in Romania, master a Londra e un secondo a Copenaghen. Sulla sua pagina Facebook ci sono foto di lui in vacanza, a feste, al mare con la mamma. Ce n’e’ una anche in cui e’ mascherato con una tuta bianca, un cappello nero e una mazza da baseball in mano, come i protagonisti di “Arancia meccanica”.
Tivadar, appena arrivato a Bologna nel periodo natalizio, aveva cominciato a frequentare i locali in zona universitaria e si era fatto ben presto notare per il “modo aggressivo” con cui cercava di abbordare le ragazze. Tanto che una delle vittime, quella delle due che l’ha riconosciuto nelle foto senza ombra di dubbio, qualche giorno prima dell’aggressione era stata avvicinata in modo molesto da Cesarin in una discoteca del centro. Il ragazzo aveva infastidito lei e l’amica, aveva cercato di trascinarle in pista perche’ ballassero con lui, al punto che era stato necessario l’intervento del buttafuori per allontanarlo. (Dire)

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