Agente della polizia municipale muore mentre gioca con la figlioletta

Foto: Messaggero Veneto
Foto: Messaggero Veneto

Malore fatale per Pietro Polonia, 33 anni. Stava accudendo la bambina in salotto

Udine, 1 febbraio 2014 – Un malore improvviso ha strappato alla sua famiglia e all’affetto delle tante persone che lo conoscevano e lo stimavano un giovane agente di polizia municipale, Pietro Polonia, morto d’infarto giovedì sera nella sua abitazione di via della Repubblica 8, a Villa Santina, mentre stava giocando con la sua figlioletta di poco meno di un anno.
Polonia, 33 anni, dopo una giornata di lavoro fra Sauris e Ampezzo, dov’era comandato a operare nell’ambito del servizio di polizia urbana, aveva spalato la neve che era caduta davanti alla sua abitazione. Rientrato in casa, dove l’attendeva la compagna, Arianna Alfarè, è stato colto da un infarto mentre accudiva la figlioletta. Un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo. Inutili i soccorsi allertati tempestivamente e giunti da Tolmezzo.
Pietro è morto nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale del 118. La sua salma è stata composta nella sua abitazione, mentre il tam tam della notizia passava da un amico all’altro facendo correre al suo indirizzo parenti e amici e tante persone che lo conoscevano e lo frequentavano.
Conosciuto ben oltre i confini del suo paese o di quelli dove lavorava, Pietro raccoglieva le simpatie ovunque, sempre disponibile a dare una mano a tutti, mentre sul lavoro cercava di riappacificare gli animi e le situazioni piuttosto che accanirsi con multe o contravvenzioni.
Il dispiacere per la morte del giovane agente si è diffuso in poco tempo anche nella Val Tagliamento. Choccato il vicesindaco di Ampezzo, Lorena Di Centa, che lo aveva visto giovedì mattina. «Si era fermato in Comune fino alle 15, poi, rientrando, aveva diretto il traffico a Socchieve, dove un camion, causa neve, si era messo di traverso sulla strada». Dopo gli studi superiori a Tolmezzo, aveva inviato il suo curriculum cercando occupazione nelle Forze armate. Il suo sogno – riferisce chi lo conosceva – era la Polizia di Stato, di cui collezionava i modellini d’auto, ma era entusiasta del suo lavoro quale vigile urbano, rendendosi sempre disponibile anche fuori orario, senza recriminazioni o richieste di straordinari.
Dopo il Rosario celebrato ieri sera, oggi sarà accompagnato nel suo ultimo cammino dai tanti amici e dai labari dei Comuni dove risiedeva e dove lavorava. A rendergli onore sarà anche presente un picchetto dei vigili urbani.I funerali saranno officiati da don Giampiero Fossà e da don Serge. Oltre alla sua famiglia, lascia il fratello Alex, giocatore di calcio del Villa, e i genitori, Roberto e Lucia Scarsini. I funerali di Pietro si terranno questo pomeriggio, alle 15, nella chiesa di San Lorenzo.

Gino Grillo
Fonte: Messaggero Veneto