Botte al gioielliere, poi a Jesolo a far la bella vita: Bonnie & Clyde stangati

Foto: Il Gazzettino
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Sei anni ai fidanzati per il colpo messo a segno ai danni di un’oreficeria, ma lei non andrà in carcere

Castelfranco, 31 gennaio 2014 – Il gioielliere Giorgio Zacco venne massacrato a pugni e calci e poi rapinato da una coppia di banditi, passati alle cronache come “Bonnie & Clyde” in salsa “spaghetti western”.

Una coppia padovana di sprovveduti, ma violenti e pronti a tutto. Ieri è arrivato il conto della giustizia per il 43enne body builder ed ex autista di camion Fernando Bortolon e per la compagna Michela Maddalena Bortolotto, 20 anni, madre di un bimbo di pochi mesi, entrambi di San Martino di Lupari.

Nonostante Zacco avesse rifiutato il risarcimento reale offerto da Bortolon, difeso dall’avvocato Fabio Busnardo, il “rapinatore palestrato” ha patteggiato 3 anni e sei mesi di reclusione con il pm Massimo De Bortoli, davanti al giudice Umberto Donà. La compagna, assistita dall’avvocato Guido Galletti, ha invece concordato 2 anni e 4 mesi. Alla giovane, avendo meno di 21 anni, è stata concessa la sospensione condizionale della pena.

Era il 9 agosto 2012 quando “Bonnie & Clyde” -secondo il pm Massimo De Bortoli e i carabinieri di Castelfranco – fecero irruzione nella gioielleria di piazza Giorgione a Castelfranco dove, per impadronirsi di contanti e preziosi, si scatenarono infierendo con brutalità sul titolare Giorgio Zacco, prendendolo a pugni e calci. Subito dopo il colpo i fidanzati si diressero a Jesolo dove, dopo aver venduto parte dei preziosi a un “compro oro”, fecero tappa in un lussuoso albergo, dando vita a festeggiamenti da miliardari.

Agghiacciante la ricostruzione della rapina. Per l’accusa, entrati in gioielleria Bortolon e Bortolotto passarono subito alle vie di fatto. L’uomo immobilizzò Giorgio Zacco e lo riempi di pugni fino a farlo cadere a terra. Poi la minaccia mentre gli premeva un ginocchio sul torace: «Fermo, altrimenti tiro fuori la pistola».

Intanto la complice arraffava 600 euro in contanti e oro per altri 6mila 500 euro. Infine la fuga e la vita da nababbi a Jesolo, finché i carabinieri hanno bussato alla loro porta e li hanno arrestati.
Ma per i “Bonnie & Clyde” di San Martino di Lupari potrebbero arrivare presto altri guai. A Padova sono indagati per sfruttamento della prostituzione. Avrebbero fatto usare parte del proprio appartamento ad alcune lucciole, facendosi pagare.

Roberto Ortolan
Fonte: Il Gazzettino