Due rapine in 15 giorni “Chiudiamo e ce ne andiamo all’estero”

chiuso per furtoLecce, 1 febbraio 2014 – «Io e mia moglie siamo distrutti. Sfido chiunque a sopportare l’angoscia che provocano due furti in pochi giorni. Abbiamo deciso di lasciare la rivendita e andare via, all’estero. Porteremo anche i nostri due bambini. Di sicuro ce ne andremo lontani. Qui non si può più vivere onestamente. Ringrazio i carabinieri della tenenza di Copertino per l’umanità dimostrami, nonostante la sconsiderata reazione che ho avuto quando mi hanno avvisato dell’accaduto. Alle forze dell’ordine va tutta la mia riconoscenza per il lavoro che svolgono e spero che quanto prima possano mettere le manette ai polsi di questi malfattori». Queste le parole di Gianni Lezzi, il marito della signora Maria Grazia Negri, titolare della rivendita di via Margherita di Savoia svaligiata per la seconda volta in quindici giorni.

Sono entrambi amareggiati. La signora preferisce non parlare. E’ preoccupata per la fragilità del cuore, già colpito da infarto di suo marito, ancora in uno stato di prostrazione dopo lo stress di ieri mattina all’alba, quando è stato avvisato che i malviventi erano tornati nella rivendita di tabacchi. Tuttavia Gianni Lezzi ha ancora voglia di parlare, anche se con un filo di voce e un nodo alla gola. «Lasciamo tutto», insiste, «Non possiamo più proseguire. Cediamo la rivendita e andiamo via. Se questa decisione ci era balenata nella testa quindici giorni fa dopo il primo furto, oggi ce ne stiamo convincendo sempre di più». Appoggiato al bancone della rivendita, fissa lo sguardo nel vuoto e continua. «Insieme a mia moglie ho lanciato un messaggio chiedendo che le confezioni di sigarette sottratte dal suo esercizio non vengano acquistate da altri colleghi».

Richiesta che ha trovato piena condivisione tra gli altri rivenditori che negli ultimi mesi sono stati presi di mira da ladri e rapinatori. «Sono momenti di angoscia che resteranno indelebili che ti segnano per la vita», continua, «Avessimo avuto almeno una visita di solidarietà da parte del sindaco e delle istituzioni. Nessuno si è avvicinato per chiederci come fare ad attenuare la nostre sofferenze, che sono anche di carattere economico. Magari proporci lo slittamento di un mese della Tares. Niente di niente. Non nascondo», confessa, «che quindici giorni fa abbiamo dovuto fare ricorso alle pensioni dei nostri genitori per riaprire la tabaccheria. Stavolta non so a chi andare a chiedere i soldi per rifornirmi dal Monopolio Tabacchi e riaprire l’attività». [g.g.]

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno