Bimbo di 16 mesi trovato morto nella culla

neonato1Savona, 1 febbraio 2014 – La morte colpisce nella culla, senza un motivo apparente, e il piccolo Giovanni se ne va a soli 16 mesi, senza avere avuto neppure il tempo di conoscere il mondo. È una tragedia immane quella che ha colpito una famiglia ingauna trapiantata da qualche tempo a Roma per motivi di lavoro. Una tragedia ancor più dura da accettare proprio perché del tutto inspiegabile.

Il piccolo Giovanni Ravera non aveva mai dato segni di particolari malesseri o debolezze, e stava bene anche mercoledì sera, quando il padre Matteo e la mamma Chiara Damonte lo hanno messo a letto. Ultimo arrivato e unico maschietto in una famiglia dove aveva trovato ad accoglierlo due sorelle, Giovanni ha vissuto la sua breve esistenza circondato da un affetto infinito e da mille attenzioni. Pargoletto di una famiglia di medici sembrava quasi al riparo da brutti scherzi sul fronte della salute, e i familiari lo ricordano e lo raccontano come un bimbo vitale e in salute. Nessuno avrebbe potuto pensare che una mattina Giovanni potesse non svegliarsi più.

Invece l’altra notte il suo cuoricino ha smesso improvvisamente di battere. Il piccolo era nella sua culla, e a quanto pare non aveva dato alcun segno di malessere, non un pianto o un lamento. Ma quando la mattina seguente mamma Chiara si è avvicinata come ogni mattina alla culla per prendere il piccolo, si è accorta che non respirava. I genitori hanno subito dato l’allarme, hanno tentato di rianimare il piccolo e lo hanno portato in ospedale, nella speranza di evitare un dramma che sembrava ed in realtà era già scritto.

Il piccolo Giovanni non si è più ripreso, lasciando i genitori nello sconforto più profondo e totale, e oltretutto nella necessità di comunicare ai nonni e agli altri parenti che vivono ad Albenga la tragica notizia, che ieri mattina si è diffusa in città suscitando commozione tra tutti gli albenganesi.

L’intera famiglia ritornerà oggi ad Albenga, accompagnando il feretro del piccolo nel suo ultimo viaggio, che si concluderà nell’oratorio di Nostra Signora della Misericordia, nel centro cittadino. Proprio nell’oratorio questa sera alle 21 sarà recitato il rosario, mentre i funerali saranno celebrati in forma strettamente privata, prevedibilmente nella giornata di domani, per consentire alla famiglia di affrontare in maniera intima questa prova così difficile, questo dolore così grande che sarà impossibile da cancellare. Come difficile sarà per tutti darsi una spiegazione sul perché un bimbo di neppure un anno e mezzo di età, apparentemente in perfetta salute, abbia dovuto smettere di vivere in una maniera così inattesa ed improvvisa.

Luca Rebagliati
Fonte: Il Secolo XIX