Per l’autopsia non ci sono dubbi: Thomas è morto per inedia dopo aver vagato per giorni

thomas colnaghiLecco, 1 febbraio 2014 – Thomas Colnaghi è morto di fame e di sete. Per dieci giorni, ha vagato senza una meta precisa, ma soprattutto senza alimentarsi e senza bere, fino a indebolirsi progressivamente. A determinare la sua morte, avvenuta sabato 25 gennaio, quasi certamente ha contributo anche il freddo, a cui si è esposto sulla Spina Verde, ma la causa riscontrata dal medico legale si lega soprattutto a un irreversibile indebolimento fisico. L’autopsia disposta dal pubblico ministero di Como Simona De Salvo, ha chiarito gli aspetti ancora sospesi per comprendere i motivi della morte del trentasettenne impiegato di banca, scomparso da casa lo scorso 15 gennaio.

Il suo corpo ormai senza vita, è stato trovato tre giorni dopo il decesso, martedì 29 nel pomeriggio, da alcuni ragazzi che stavano facendo una passeggiata in un tratto impervio della zona tra Como e San Fermo. Da una decina di giorni, ma forse da più tempo ancora, Colnaghi si era abbandonato a una forte deriva religiosa a mistica, che lo avrebbe radicalmente coinvolto in ogni pensiero e comportamento. Nel suo computer erano stati trovati decine di collegamenti con siti internet religiosi e di devozione al limite del misticismo, persone e luoghi accomunati dalla preghiera. Da tre giorni non si presentava al lavoro, m a solo il 15 gennaio la sua vicina di casa lo ha notato mentre usciva di casa, da solo.

Zaino in spalla, scarponcini e abbigliamento da escursionista. Il giorno successivo, il padre era andato a cercarlo trovando il cagnolino e il telefono cellulare lasciati a casa. Da quel momento, erano iniziate le ricerche. Nel frattempo, con la sua auto, una Volkswagen Golf, era arrivato fino a Capiago Intimiano, dove l’aveva abbandonata in un parcheggio. Poco distante, era stato ritrovato il suo zaino. Da allora c’erano stati alcuni avvistamenti di diverse persone, ma non così tempestivi da riuscire a intercettarlo. Qualcuno gli aveva dato degli abiti di ricambio, dopo che si era spogliato dei suoi.

Vestiti di emergenza, non certo adatti a passare la notte all’addiaccio all’interno della Spina Verde, dove le temperature scendono parecchio rispetto al clima della convalle. Un sacerdote lo aveva notato all’interno della chiesa di Ponte Chiasso un pomeriggio della scorsa settimana, a metà pomeriggio, seduto su una panca e concentrato nella preghiera. Da quel momento, nessuno lo aveva più visto, fino a martedì pomeriggio, quando nel tardo pomeriggio, tre ragazzi hanno notato il corpo senza vita di un uomo, adagiato nella boscaglia. I carabinieri che lo hanno visto per primi, subito hanno notato una serie di dettagli riconducibili a Colnaghi, le cui ricerche ormai da giorni erano state estese al Comasco. Non aveva nessun segno di violenza, nemmeno ferite evidenti. Thomas Colnaghi, semplicemente ha cessato di aver in sé quelle forze che fino a quel momento gli avevano permesso di reggersi ancora in piedi.
Fonte Il Giorno

 

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