Ragazzo mori’ annegato in Notte Rosa, pm per archiviazione

carabinieri notte3Rimini, 1 febbraio 2014 – La Procura di Rimini ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto contro ignoti per la morte di Vadim Piccione, il ventiduenne ravennate deceduto nel torrente Rio Marano a Riccione nel luglio 2012 durante i festeggiamenti per la Notte Rosa. Determinante – secondo quanto riportato dalla stampa locale – sono stati i risultati dell’autopsia eseguita dal medico legale Donatella Fedeli secondo cui il giovane, che aveva tasso alcolemico superiore a 2.4, era morto annegato; inoltre sul suo cadavere non erano stati trovati segni riconducibili a eventuali lesioni inferte da terzi. Le testimonianze fornite ai carabinieri dai quattro amici che quella notte erano con lui, sono state ritenute plausibili: i giovani avevano in buona sostanza riferito di avere lasciato il ventiduenne per un momento da solo per allontanarsi di pochi metri a causa di un bisogno fisiologico. E di non averlo piu’ visto al loro ritorno: avevano quindi pensato che si fosse aggregato ad altra compagnia e avevano infine deciso di tornare in treno a Ravenna. Secondo Giuseppe, il padre del ragazzo, ci sono tuttavia molti punti non chiari nell’accaduto. A suo avviso qualcuno potrebbe cioe’ sapere e avere finora taciuto. E cosi’ attraverso l’avvocato Florinda Orlando del Foro di Ravenna, ha presentato opposizione all’archiviazione. Tre le direzioni in cui secondo il legale si dovrebbero canalizzare le nuove verifiche: la morte come conseguenza di altro reato (a causa del cattivo stato di conservazione del corpo, non tutte le eventuali lesioni potrebbero essere state identificate); l’abbandono di persone incapaci e l’omissione di soccorso (il giovane era in evidente difficolta’ perche’ in palese stato di ebbrezza). Il Gip del Tribunale di Rimini non ha ancora fissato l’udienza. Il cadavere di Vadim era stato recuperato la mattina dell’8 luglio 2012, a circa 24 ore dalla scomparsa, riverso bocconi in mezzo metro d’acqua. Il decesso aveva suscitato molto scalpore sia per la giovane eta’ del ragazzo che per il contesto nel quale si era verificato. (ANSA).