Nasce la Carta di Lampedusa. Proposta: i detenuti scontino la pena nel loro Paese

carcere8L’idea del Garante: “Accordi bilaterali. Detenzione a casa ma per un periodo più lungo di quello previsto qui. Non più Cie ma Rimpatrio Volontario Assistito”

Palermo, 3 febbraio 2014 – Sono due le proposte del Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, per dare un contributo alla Carta di Lampedusa, il documento che vedrà la luce oggi e che analizza le criticità dell’immigrazione e come affrontarle. La prima proposta si basa su «accordi bilaterali e identificazione in carcere». «L’obiettivo degli accordi – spiega Marroni – è di permettere ai detenuti di scontare la pena nel loro Paese, per un periodo non superiore a quello previsto dal codice italiano. Per rendere tali operazioni fattibili occorre istaurare una procedura di identificazione dello straniero in carcere».

La seconda proposta, invece, parla di «Superamento del Sistema Cie e potenziamento della Misura Rva». «Sarebbe pertanto auspicabile introdurre forme di rimpatrio volontario nei Paesi d’origine – conclude il Garante – incentivando la realizzazione di progetti appartenenti al programma Rva (Rimpatrio Volontario Assistito), finanziato dal Fondo europeo per i rimpatri. L’introduzione programmatica di questa misura permetterebbe non solo di evitare il trattenimento nei Cie ma anche di allineare maggiormente le politiche migratorie italiane alle linee guida affermate nella direttiva 115/2008/CE (cosiddetta direttiva rimpatri)».

Fonte: Corriere del Mezzogiorno