“I clienti sapevano che ero minorenne” Dai giudici la baby-squillo dei Parioli

selfie“La mia età li attirava, guadagnavo anche 600 euro al giorno”. Parla una delle due ragazzine coinvolte nel giro di prostituzione racconta: “I soldi spesi per vestiti e telefonini”. Intanto sono comparsi in aula i primi cinque clienti indagati. Si va verso il giudizio immediato o il rito abbreviato

Roma, 3 febbraio 2014 – ”Credo che Mirko Ieni sapesse che ero minorenne e si serviva di questo per aumentare il numero dei clienti potenzialmente interessati a fare sesso. Guadagnavo molti soldi, anche 5-600 euro al giorno, di cui una piccola parte la giravo a Ieni per l’affitto della stanza”. La baby squillo dei Parioli, la più grande tra le due ragazzine coinvolte nel giro di prostituzione, si è presentata in videoconferenza davanti al gip Maddalena Cipriani per l’incidente probatorio e, con accanto un avvocato e uno psicologo, ha raccontato la sua verità.

Ha negato il coinvolgimento di altre minori, oltre alla sua amica, 15 anni, che verrà sentita mercoledì dal giudice. “Ho iniziato perché avevo voglia di fare molti soldi, fino a 600 euro al giorno. Non mi sono fatta mancare nulla, quello che guadagnavo lo spendevo per acquistare vestiti di marca e telefonini”.

Il 28 ottobre scorso nell’ambito di questa vicenda sono state arrestate cinque persone, tra cui lo stesso Ieni e la madre della ragazza sentita oggi. Nella storia anche il caporalmaggiore dell’esercito, Nunzio Pizzacalla. “So che lui è venuto due volte a Roma per incontrarmi ma mi sono rifiutata. Ieni, invece, sapeva tutto di me anche se alla fine mi ero creata un giro di clienti miei e a lui davo pochi soldi”.

Intanto i primi cinque clienti delle baby prostitute indagati sono comparsi oggi in aula. Si tratta di una primo gruppo identificato di persone che si recavano nell’appartamento dei Parioli per gli incontri. La procura è ancora al lavoro per identificarne altri.

L’appartamento di viale Parioli per le baby squillo sarebbe stato messo a disposizione da Ieni, cui è contestata anche la cessione di stupefacenti alle due minorenni, nonché la pubblicizzazione dei servizi offerti, sul sito web bakecaincontri.com. Al commercialista Riccardo Sbarra si contesta, invece, non solo di aver avuto rapporti con le due ragazzine, ma anche di aver detenuto e ceduto materiale pedopornografico. Invece Michael Mario De Quattro deve rispondere di estorsione per aver fatto un video e aver cercato di ricavarci i soldi. Il caporalmaggiore Nunzio Pizzacalla avrebbe indotto le due minori a prostituirsi, procacciando clienti, mantenendo la contabilità ed impartendo disposizioni sulle tariffe. Avrebbe sfruttato la prostituzione anche di maggiorenni e indotto una delle baby squillo a produrre foto e video in pose sexy per procacciare clienti. Il verbale di una testimonianza resa da una lucciola con diversi anni di esperienza è stato depositato oggi e riscontrerebbe una serie delle ipotesi prospettate dagli inquirenti rispetto al ruolo svolto dai diversi soggetti della vicenda.

De Quattro deve rispondere anche della tentata estorsione, per aver cercato di farsi dare 1.500 euro dalla più grande delle due minorenni, dopo aver videoregistrato un incontro “hot” a sua insaputa, dietro la minaccia di diffondere il filmato. Altri tre clienti
sono indagati per i rapporti sessuali che avrebbero avuto con le giovanissime escort. Un quarto anche per aver ceduto cocaina alla ragazzina in cambio delle prestazioni.

In ogni caso il procuratore aggiunto Maria Monteleone ed il pm Cristiana Macchiusi sarebbero intenzionate a chiedere il giudizio immediato. I difensori, invece, stanno valutando se ricorrere al rito abbreviato. I fatti contestati, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti tra il luglio e l’ottobre 2013.

Fonte: La Repubblica

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