Racket prostituzione sgominato grazie alle denunce dei residenti

carabinieri notteTrenta arrestati, tra cui personaggi di spicco della malavita albanese, per un maxi giro di ‘lucciole’ e droga

Milano, 4 febbraio 2014 – Un’associazione a delinquere attiva in campo internazionale sgominata, anche, grazie a un agguerrito comitato di quartiere milanese, composto da cittadini stanchi di vedere le vie del loro quartiere invase da prostitute e spacciatori. Il comitato ha dato un contributo giudicato «importante» dalle forze dell’ordine che hanno portato a termine l’operazione: i carabinieri del Comando Provinciale di Milano, coadiuvati da quelli di Torino, Firenze, Lodi, Alessandria e Pavia, nonché dai collaterali organi di polizia albanesi, greci e romeni. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno portato a 30 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata all’induzione, al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione ed al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

GLI ARRESTATI – L’inchiesta ha portato alla luce l’esistenza di due «bande»: quella milanese impegnata a gestire la prostituzione di giovani donne dell’est Europa, e quella di Firenze dedita allo smercio degli stupefacenti provenienti dall’Albania nelle diverse piazze italiane. Ci sono quattro figure di spicco tra gli arrestati: due albanesi, Geron e Mikel A, di 40 e 36 anni, attualmente detenuti in Albania per un omicidio commesso in Belgio per vendicare l’uccisione del proprio padre, e altri due pregiudicati, il 41enne Eris K. e il 37enne Mario S.

PROSTITUZIONE – Le ragazze venivano generalmente reclutate in Albania e Romania: ne sono state individuate 14 tra marocchine, albanesi, romene, bulgare, russe e moldave, tutte tra i 23 ai 40 anni. In alcuni casi le donne costrette a prostituirsi erano sorelle e mogli degli arrestati. Finivano sui marciapiedi in zona viale Abruzzi, via dei Mille e viale Piceno, poi si spostavano con i clienti in alcuni appartamenti presi in affitto in zona Città Studi. Erano insospettabili: facevano di tutto per non attirare l’attenzione degli altri condomini.

LE TARIFFE – Per quanto riguarda le tariffe delle prestazioni, se fuori Milano bastavano 30 euro per 30 minuti, in città si raggiungevano i 70euro per la medesima prestazione. Gli introiti venivano in parte reinvestiti in droga, attività gestita da un secondo gruppo criminale «associato» il cui leader è un albanese, coadiuvato da altri soggetti attivi tra l’Albania, la Grecia e Firenze, centro dell’attività di spaccio come Milano lo era della prostituzione.

Fonte: Corriere della Sera