Uccisa e gettata nel pozzo: agricoltore confessa l’omicidio

Zhanna Hashenko Michele MandaraMichele Mandara ha raccontato agli inquirenti di aver sparato contro Zhanna Hashenko, la donna ucraina di 42 anni trovata cadavere sabato scorso

Bari, 3 febbraio 2014 – Un amore non corrisposto e un debito da 4mila euro. Potrebbero essere questi i moventi dell’omicidio di Zhanna Hashenko, la donna ucraina di 42 anni, uccisa il 30 novembre scorso e il cui corpo è stato trovato, sabato pomeriggio, in un pozzo nelle campagne di Troia. I dettagli di quanto accaduto li ha raccontati lo stesso omicida Michele Mandara, un agricoltore di 41 anni, fermato dai carabinieri di Foggia.

La donna – residente in provincia di Napoli, che quando stava a Foggia viveva in un appartamento in via Sant’Alfonso de Liguori – la sera dell’omicidio aveva avuto un litigio con l’agricoltore nella sua azienda agricola. Secondo la ricostruzione degli investigatori l’uomo pretendeva la restituzione di 4000 euro che le aveva prestato: al rifiuto della donna, mentre stava andando via, le ha sparato alle spalle due colpi con un fucile da caccia regolarmente detenuto. Poi ha caricato il corpo nel suo furgoncino, gettandolo nel pozzo di una masseria abbandonata a circa 600 metri dalla sua campagna. E’ stato proprio Mandara, al termine di un drammatico interrogatorio, a confessare cosa fosse avvenuto la sera del 30 novembre scorso.

Sin dalla denuncia di scomparsa della donna ucraina, fatta da una sua amica, le attenzioni dei carabinieri si erano rivolte all’agricoltore, l’ultimo ad averla vista. Nel corso delle indagini è emerso anche che l’agricoltore si era invaghito della donna. E forse anche questa infatuazione, peraltro non corrisposta, sempre secondo gli investigatori, potrebbe essere uno dei moventi dell’omicidio.

“Non so cosa mi sia preso”. Così Michele Mandara si è giustificato con i carabinieri per le due fucilate alla schiena con le quali il 30 novembre scorso ha ucciso la prostituta ucraina Zhanna Hashenko. Nel corso delle indagini, a quanto si è appreso, i carabinieri, analizzando i tabulati telefonici della donna, hanno trovato 90 sms d’amore scrittile da Mandara nell’arco di alcuni mesi ai quali, complessivamente, aveva risposto solo con due messaggini.

Infine, in una intercettazione ambientale, si sente chiaramente Mandara dare indicazioni al padre: “Se i carabinieri dovessero chiederti cosa ho fatto il 30 novembre rispondi loro che sono sempre stato a casa.

Fonte: La Repubblica