Visitava a Cagliari ma risultava in servizio a Pisa: ginecologo condannato a 5 anni

corsia ospedale psichiatraEra accusato di truffa e peculato per varie attività condotte in diverse città italiane

Pisa, 3 febbraio 2014 – Anche alcune modalità delle visite svolte al Centro di Cura San Michele Srl di Cagliari hanno contribuito alla pesante condanna inflitta dal tribunale di Pisa al ginecologo Andrea Gennazzani, 72 anni, docente universitario molto noto in tutta Italia: visitava a Cagliari ma dichiarava di essere in servizio a Pisa all’azienda ospedaliero universitaria. Gennazzani è stato condannato a cinque anni di reclusione per truffa e peculato, la confisca di 180mila euro già sotto sequestro, l’interdizione legale per cinque anni e una provvisionale immediatamente esecutiva di 250mila euro da versare all’Azienda ospedaliera.
L’arco temporale degli episodi finiti al centro del processo va dal 2005 al 2011. L’accusa di peculato a carico di Genazzani riguardava i soldi che avrebbe percepito in nero dai pazienti per la sua attività nelle cliniche private. L’ipotesi di truffa, invece, era riferita a una serie di visite che sarebbero state fatte dal professore in studi e cliniche private di Cagliari, Modena, Roma e Siena in orari e giorni in cui risultava in servizio a Pisa.
Non avrebbe, inoltre, ottemperato all’obbligo di “esclusività” conseguente alla esercitata opzione per lo svolgimento di attività professionale intramuraria: avrebbe insomma regolarmente percepito gli oltre 1.500 euro mensili riconosciuti quale indennità di esclusività.
La Corte dei conti lo ha condannato a risarcire l’Azienda ospedaliera versandole 245mila euro. I giudici lo hanno assolto per la parte del peculato, ritenendolo, invece, responsabile per la truffa ai danni dell’Aoup. All’epoca dei fatti il docente era direttore del Dipartimento Medicina procreazione ed età evolutiva dell’Università. L’accusa della Corte dei conti è tra l’altro quella di aver “omesso di segnalare le sedi dell’attività medico privata svolta e, per quanto riguarda le visite effettuate a Cagliari, nel far risultare dai cartellini giustificativi segnatempo in uso presso l’Aoup la sua presenza in servizio o in congressi e convegni, con automatico riconoscimento di orario lavorativo pari a sei ore e venti minuti”. Nel 2006 una o due volte al mese visitava pazienti privatamente, in assenza di autorizzazione, al Centro di Cura San Michele Srl di Cagliari.

Fonte: La Nuova Sardegna