Bocciata la proposta dell’assessore, no alla piazza intitolata a Fabrizio Quattrocchi

fabrizio quattrocchiSant’Elpidio a Mare (Fermo), 5 febbraio 2014 – «Dedicare una piazza o una via a Fabrizio Quattrocchi? Rispetto per chi oggi non c’è più, ma no grazie». Non trova consensi tra la cittadinanza la proposta avanzata dall’assessore al patrimonio Stefano Ravagnani, che aveva pensato alla guardia privata di sicurezza italiana, uccisa in Iraq il 14 aprile del 2004 dopo essere stato rapita. Quattrocchi fu l’unico ad essere ucciso, freddato con un colpo alla nuca in diretta in un video nel quale si sentono le sue ultime parole: «Vi faccio vedere come muore un italiano».

Dopo quei fatti, il presidente della Repubblica Ciampi gli conferì la medaglia d’oro al valore civile. «Il motivo è presto detto — commenta Stefano Ravera —. La figura di Quattrocchi è troppo controversa e poi a che scopo intitolare una via a qualcuno che non ha alcun collegamento con la città di Sant’Elpidio a Mare? Messa così, sembra più una mossa pubblicitaria o per sollevare discussioni, come è avvenuto a Civitanova per via Giorgio Almirante. Senza entrare nel merito della figura politica, prima hanno messo il nome alla via, poi c’è stato un vespaio di polemiche, quindi hanno cambiato il nome, trasformandola in via Mandela». Contrario alla scelta di Quattrocchi anche Bruno Cozzi. «Dedicare una via o una piazza a qualcuno è sempre una scelta nobile e importante — spiega — ma io dico che se ciò deve essere fatto, sempre rispettando i morti, allora che si scelga un nome di qualcuno che ha fatto qualcosa per la nostra città. La nostra storia va ricordata e di figure importanti ce ne sono state tante in questi anni. Anche meglio se riguarda qualcuno che ha fatto qualcosa nel sociale»».

Ma c’è anche chi guarda alla giustizia, come Matteo Cordella, e che propone l’intitolazione a figure cardine come Falcone e Borsellino. «Molte volte si parla di legalità e giustizia — osserva —. Credo che sia un segnale importante scegliere figure di riferimento come i due giudici palermitani, che hanno sacrificato la propria vita per cambiare il nostro Stato. Sarebbe anche un bel segnale oggi che leggiamo sui giornali delle minacce di morte di Riina che vorrebbe tornare nuovamente a colpire con le bombe». Per Stefano Seghetti, «sarebbe bello intitolare una via ad Antonino Caponnetto. Si parla moltissimo di Falcone e Borsellino, mentre molto meno viene ricordata la figura del procuratore di Palermo che creò il pool antimafia. Ricordo bene che quando morì nessuno delle istituzioni si presentò ai funerali. Eppure la sua è una figura importante tanto quanto quella dei due magistrati che sono stati uccisi dalla mafia».

Aaron Pettinari
Fonte: Il Resto del Carlino