India, per i marò rischio pena di 10 anni. Bonino: “Furiosa e indignata, interverremo”

emma boninoIl governo autorizza la polizia a perseguire i due fucilieri italiani sulla base del Sua Act. La titolare della Farnesina: “Sconcertante. Contesteremo applicazione in ogni aula e nella maniera più ferma”

New Delhi, 8 febbraio 2014 – Il ministero indiano degli Interni ha autorizzato la polizia Nia a perseguire i due marò “in base al Sua Act, ma senza invocare l’articolo che prevede la pena di morte”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero indiano degli Interni, Kuldeep Dhatwalia. Nella nuova ordinanza, ha aggiunto il portavoce confermando le notizie già trapelate ieri in questo senso, il dicastero “ha rimosso il riferimento alla clausola della pena di morte, mentre – aggiunge – tutte le altre disposizioni rimangono le stesse”.

La stampa indiana aveva anticipato questo sviluppo. Secondo Times of India, il governo ha ordinato alla polizia investigativa della National Indian Agency lunedì, nell’udienza dinanzi alla Corte Suprema, di perseguire Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati dell’uccisione di due pescatori erroneamente scambiati per pirati, in base a una disposizione del Sua Act (sezione 3 comma ‘A’) che punisce violenze generiche e comporta una pena massima di 10 anni, mentre finora si rischiava l’applicazione del comma G-1 che prevede obbligatoriamente la pena di morte per chi abbia commesso un omicidio in mare.

The Economic Times, invece, ipotizza che i due militari possano essere anche incriminati per omicidio in base all’articolo 302 del codice penale indiano che prevede l’ergastolo e, nei casi più estremi, la pena di morte.

Durissima, davanti alle ennesime notizie di stampa, la reazione del ministro degli Esteri, Emma Bonino, che ha definito “sconcertante” l’eventuale applicazione della legge antiterrorismo nel caso dei due marò italiani: “Talune anticipazioni che provengono oggi da New Delhi sull’iter giudiziario del caso dei nostri fucilieri di Marina mi lasciano interdetta e indignata – ha detto – . Se confermata, l’applicazione del Sua Act sarà contestata in aula dalla difesa italiana nella maniera più ferma”. Bonino ha aggiunto: “Il nostro impegno di riportare a casa Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è più forte che mai”.

Fonte Repubblica