Il cane morde e stacca un dito a un ragazzino

boxerLequile (Lecce), 8 febbraio 2014 – E’ stata questione di attimi. Un ragazzino di 11 anni era appena uscito di scuola e si è avvicinato al cancello di un’abitazione. Probabilmente voleva solo accarezzare un cane che si trovava al di là della recinzione e invece si è verificato l’irreparabile. Un boxer gli ha staccato la falange del dito in pochi terribili secondi.

E’ accaduto ieri intorno alle 13 a Lequile. Siamo in via San Cesario, qui c’è il plesso della scuola elementare che da un paio di anni ospita anche la scuola materna e le classi della scuola media. Di fronte al complesso scolastico si trova la casa di una vedova, delimitata da una ringhiera. All’interno del giardino vive da diversi anni un boxer che non ha mai dato nessun segnale di aggressione o violenza, regolarmente microchippato. La curiosità del bambino di vedere al di là dell’inferriata, il desiderio magari di accarezzare il morbido pelo del cane. Lo sfortunato protagonista di questa storia ha infilato la mano proprio nell’unica fessura presente, tra l’ultima sbarra ed il manto stradale. Dopo, solo urla e tanta paura e le persone presenti che immediatamente sono accorse in aiuto del povero ragazzino.
In via San Cesario anche i marescialli Antonio Rizzo e Valentino Liaci del comando di polizia municipale. La chiamata al 118 e in pochi minuti è giunta sul posto un’ambulanza del 118 che ha condotto il ferito presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Dopo una prima visita il ragazzo è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia con una prognosi di 30 giorni.

I proprietari del cane al centro dell’incredibile vicenda, spaventati per lo stato di salute del giovane, si sono da subito preoccupati di quanto accaduto. Prima si sono recati nel nosocomio leccese per accertarsi delle condizioni del ragazzo e subito dopo si sono presentati nei locali del comando di Polizia Municipale di Lequile per raccontare quanto verificatosi qualche ora prima.
Rimane per tutti la domanda del perché un cane di razza normalmente ritenuto sicuro e di una stabilità caratteriale disarmante, di compagnia e protettivo, abbia compiuto questo gesto. Forse ha visto la mano muoversi e si è spaventato o forse voleva anche lui solo giocare? Non è un caso che una frase che può a ragione ben descriverlo sia questa: “Il boxer muore giocando”, a sottolineare come anche in vecchiaia mantenga un’indole molto positiva. Proprio come il cane di Lequile, affettuoso, leale, socievole e dolce.

Francesca Pastore
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia