Caso Monti, Napolitano: solo fumo

napolitanoRoma, 10 febbraio 2014 – Un complotto ordito nel 2011 per far cadere Silvio Berlusconi e portare alla guida del governo Mario Monti? E'”fumo, solo fumo”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera al Corriere della Sera in cui risponde alle anticipazioni del libro di Alain Friedman.

LA POLEMICA Mentre il Movimento 5 stelle e Forza Italia hanno chiesto un “approfondimento” di indagine sull’impeachment nei confronti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo le rivelazioni fatte da Mario Monti nel libro di Alan Friedman a proposito del suo incarico alla guida del governo. Per il segretario del Pd, Matteo Renzi “è inaccettabile l’attacco di queste ore contro il presidente Napolitano”, ha detto Renzi prima di aggiungere: “Al Capo dello Stato, che come sempre anche in quella circostanza agì nell’interesse esclusivo degli italiani, va la più affettuosa solidarietà delle democratiche e dei democratici”.

Dal canto suo, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha sottolineato come “nei confronti delle funzioni di garanzia che il Quirinale ha svolto nel nostro Paese in questi anni, in particolare nel 2011, è in atto un vergognoso tentativo di mistificazione della realtà”.

Bisogna “reagire con fermezza” agli “attacchi” contro il capo dello Stato, ha affermato il premier in una dichiarazione diffusa dall’ufficio stampa di Palazzo Chigi che fa riferimento sia alle anticipazioni del libro di Friedman che alla posizione dei 5 Stelle che hanno chiesto la messa in stato d’accusa per il capo dello Stato. “Stupisce – ha commentato Letta infatti – la contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del M5S di delegittimare il ruolo di garanzia della Presidenza della Repubblica. A questi attacchi si deve reagire con fermezza. E si devono semmai ricordare agli smemorati le vere responsabilità della crisi del 2011, i cui danni economici, finanziari e sociali sono ancora una zavorra che mette a repentaglio la possibilità di aggancio della auspicata ripresa economica”.

Stessi toni dal Pd. “Sconcertante l’ennesima gazzarra sollevata contro il Presidente Napolitano”, ha dichiarato Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera. “Il 2011 – ha aggiunto – è stato uno degli anni più difficili e la situazione economica e politica preoccupava giustamente la massima istituzione dello Stato. La verità che Forza Italia deve ricordare è che Berlusconi e Tremonti hanno nascosto per anni la crisi portando il paese sull’orlo del baratro e ancora oggi gli italiani sono costretti a pagare gli errori di quel disastroso governo”.

Durante la riunione del comitato parlamentare per l’impeachment Lucio Malan di Fi ha detto che “bisogna approfondire, non si può chiudere tutto affrettatamente fingendo che sia una stupidaggine”. Malan ha citato anche la vicenda che coinvolse il presidente Cossiga, contro il quale si pronunciò il Pds, nel ’91-92, ricordando che l’indagine durò “un anno e mezzo e si concluse dopo le dimissioni di Cossiga, dal dicembre del 91 al marzo del 93. Secondo noi non si deve votare subito e non si devono fare le cose rapidamente solo perchè c’è una maggioranza che è in grado di imporsi”.

Luigi Di Maio, esponente del M5S ha esposto su Facebook la denuncia nei confronti di Napolitano: “Tra ieri e oggi due rivelazioni a mezzo stampa sottolineano le ingerenze di Napolitano negli equilibri di governo (il tentativo di insediare Monti a Palazzo Chigi gia a metà 2011) e nelle fasi processuali della trattativa Stato-mafia (la richiesta di un provvedimento disciplinare nei confronti di Nino Di Matteo). Alla luce di questi nuovi fatti, il ‘Comitato per la messa in Stato d’accusa deve lavorare con calma e chiarire tutte le questioni da noi sollevate (e anche i supplementi di istruttoria). I fatti sono gravissimi, ma il Comitato ha una fretta maledetta di insabbiare tutto entro domani. È inaccettabile”.

Secondo il vicepresidente della Camera, infatti, “dalle notizie appese oggi può dipendere il futuro del Governo e di questa Legislatura (se accertate). Il Comitato avvii le indagini e lavori senza pregiudizi. Anche Napolitano se fa errori deve essere giudicato. Oppure no?”.

Monti ha confermato di essere stato contattato da Napolitano, sottolineando poi come sia assurdo considerarlo un’anomalia. “Nell’estate del 2011 ho avuto dal presidente della Repubblica dei segnali: mi aveva fatto capire che in caso di necessità dovevo essere disponibile. Ma è assurdo che che venga considerato anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri di capire se ci sia un’alternativa se si dovesse porre un problema” ha detto al Tg1.

L’ex premier ha rivelato poi di essere stato contattato anche dal predecessore di Napolitano al Quirinale, Carlo Azeglio Ciampi, per un incarico da presidente del Consiglio: “Anni prima anche Ciampi discretamente mi contattò per sapere se a certe condizioni sarei potuto essere disponibile”.

Le testimonianze di Mario Monti e Carlo De Benedetti, contenute nel libro di Alan Friedman “Ammazziamo il gattopardo” che oggi il Corriere della Sera ha anticipato, hanno fatto andare su tutte le furie il partito di Silvio Berlusconi: “Apprendiamo con sgomento che il Capo dello Stato, già nel giugno del 2011, si attivò per far cadere il governo Berlusconi e sostituirlo con Mario Monti. Lo conferma lo stesso Monti. Le testimonianze fornite da Alan Friedman non lasciano margine a interpretazioni diverse o minimaliste”, hanno dichiarato in una nota i capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani.(TMNews)