Centenario ritrova libretto bancario: «Oggi vale un tesoro»

nonno salvatoreModena, 9 febbraio 2014 – Avere un tesoro nel cassetto e non saperlo. Per oltre un secolo Salvatore Messina, un simpatico nonnino di 105 anni, ha vissuto ignorando il fatto di possedere un libretto bancario donatogli dallo zio nel 1909, nell’anno appunto della sua nascita. In occasione del battesimo, infatti, il ricco zio aprì il deposito con 5mila lire, una somma enorme per l’epoca, di cui però Salvatore non ha mai beneficiato. Non sapeva nulla del dono e non ha mai toccato quei soldi, anche quando gli avrebbero fatto comodo.

Ma nei mesi scorsi i nipoti, pulendo l’appartamento dei nonni in via don Minzoni, hanno trovato il libretto per poi decidere di affidarlo ad Agitalia, l’associazione per la giustizia in Italia, che ha stimato il valore del deposito. Secondo i calcoli, oggi quel regalo vale circa 650mila euro. Salvatore Messina ha quindi incaricato l’associazione di fare il tutto e per tutto per recuperare la somma, o parte di essa, con una raccomandazione: «Regalo la cifra ai miei figli e ai miei nipoti, ma una parte voglio che vada in beneficenza».
«STAVAMO pulendo la casa dei nonni — racconta una nipote, Ludovica Messina — quando dentro una cassettiera abbiamo trovato un involucro di plastica che conteneva vecchie fotografie, documenti e anche questo libretto. L’abbiamo conservato e abbiamo chiesto al nonno che cosa fosse. Lui è rimasto stupito, dice di non ricordarsi di alcun deposito». A 105 anni la memoria non è più quella di una volta, ma è lecito pensare che Salvatore non fosse a conoscenza del deposito, poiché i soldi non sono mai stati toccati, «nemmeno nel momento del bisogno — dice Ludovica — Mio nonno è originario di Enna ma è venuto ad abitare presto a Modena, dove ha messo radici. Qui ha fatto il militare e ha conosciuto mia nonna. E’ sempre stato un sotto-ufficiale dell’esercito».
«IL TITOLO è stato fatto stimare da un nostro consulente contabile — spiega Agitalia — il quale ha rimarcato come nell’epoca giolittiana, da poco al tramonto, la vecchia lira facesse aggio sull’oro (valeva cioè più del suo corrrispettivo in metallo prezioso). Il valore monetario attuale, tra interessi, rivalutazione e capitalizzazione, per oltre 100 anni di giacenza nelle casse dello Stato è di circa 650mila euro. La famiglia dell’anziano signore ha conferito mandato al nostro ufficio legale per agire al fine del recupero della somma presso Bankitalia ed il Ministero delle Finanze obbligati in solido ad ‘onorare’ tutti i debiti esistenti anche prima dell’avvento della Repubblica Italiana. Abbiamo già inoltrato la richiesta per la restituzione della somma, maggiorata con tutti gli emolumenti di legge».
OTTENERE la somma non sarà però facile e, se la transazione non verrà accettata, si andrà per le vie legali. «Spesso le banche si trincerano dietro il concetto dei ‘conti dormienti’, quei conti che se non vengono toccati per dieci anni risultano estinti. In questo caso però non si tratta di un conto, ma di un libretto, e il signor Messina non ha mai ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul rischio di ‘prescrizione’ della somma, che secondo noi decorre comunque dalla scoperta del libretto». Sul sito internet www.agitalia.info è possibile avere informazioni sulla riscossione di libretti bancari o postali.
Da Bankitalia, pur non entrando nel merito del caso specifico, fanno sapere che finora la maggior parte di simili richieste di riscossione del denaro sono state rigettate in giudizio.

Valentina Beltrame
Fonte Il Giorno