La rapina per la seconda volta “Ancora tu” “Tengo famiglia”

carabinieri54Il bandito torna davanti alla stessa commessa dopo tre settimane

Bergamo, 10 febbraio 2014 – Al telefono del negozio dice che è scossa, che ha bisogno di staccare, che non avrebbe mai immaginato di ritrovarselo davanti, pistola in pugno e fuori l’oro. Doppiamente spudorato, perché questa volta, la seconda in venti giorni, era addirittura a volto scoperto e nei corridoi del centro commerciale in chiusura ancora c’era gente. È sabato mattina, due, tre clienti entrano e sbirciano tra le vetrine dell’oreficeria Gioielli Valenza, nel Val seriana Center di Albino. Aspettano cinque minuti, si guardano come per chiedersi come mai non viene nessuno a servire. La commessa li vede, ma dal telefono non si staccherà prima di terminare il racconto.

«Scusate, ieri c’è stata una rapina», si giustifica con il tono di una che non sa più quanti ne ha in tasca. È caccia, al bandito che venerdì sera, all’orario di chiusura, verso le 19, ha dato l’assalto al centro commerciale vicino all’ex stabilimento della Honegger. A piano terra c’è il supermercato, al primo la galleria coi negozi. Il rapinatore aveva imboccato le scale mobili già tre settimane fa. Stessa ora, stesso copione. Armato, chi lo sa se con una pistola vera o giocattolo, aveva minacciato la commessa e si era fatto consegnare un bottino che si aggirava sui 4 mila euro. Poi, era riuscito a svignarsela, fuggendo in auto. La denuncia, i filmati delle telecamere del negozio, del centro, di quelle pubbliche agli incroci, le prime indagini messe in campo dai carabinieri della caserma locale (coordinati da Clusone), tutto non è servito a fermarlo, men che meno a scoraggiarlo. L’altra sera è stata una rapina fotocopia. La commessa, che ancora non si era ripresa da gennaio, se l’è visto entrare verso l’orario di chiusura.

L’uomo, italiano, le si è parato di fronte, ha estratto l’arma, è partito con le minacce. Se durante la prima «visita» aveva avuto l’accortezza di nascondersi dietro a una sciarpa e al colletto alzato della giacca, all’assalto numero due non si è nemmeno posto il problema di mostrare il suo volto. La donna lo ha riconosciuto immediatamente. «Ancora tu», il senso dell’esclamazione che le è sfuggita. «Ho famiglia», ha risposto lui come per cercare comprensione. Si è fatto consegnare qualche manciata di bracciali, catenine, orecchini, quello di più rapido da arraffare. Poi, è scappato mentre la donna chiamava aiuto. I clienti erano pochissimi, nessuno all’interno del negozio. Qualcuno ha tentato d’inseguirlo, comprese le guardie di sicurezza, che lo hanno visto montare in auto e perdersi tra le strade di Albino. Chi indaga è convinto che si tratti di qualcuno della zona. Un negoziante, ieri mattina, ha riferito di averlo già visto bazzicare per il Valseriana Center. Quanto al bottino, ancora non si conoscono i dettagli. Non è stata nemmeno presentata denuncia, finora, perché prima sarà necessario fare l’inventario degli oggetti risparmiati e di quelli razziati. La commessa non se l’è sentita di raccontare, non ha voluto dire il suo nome. Ha paura. Due rapine in tre settimane. E il «balordo», come lo chiama, per il momento è ancora a spasso.

Maddalena Berbenni
Fonte: Corriere della Sera