‘Ndrangheta: operazione “Latrocinium”, un voto valeva 50 euro

carabinieri blitz1Catanzaro, 11 febbraio 2014 – Otto persone colpite da misure restrittive, 32 indagati; una nuova organizzazione criminale, che aveva tentato di radicarsi sul territorio segnato prima da una lunga scia di sangue per la faida tra le cosche rivali, poi dalle operazioni delle forze dell’ordine, stroncata sul nascere, di. E’ il bilancio dell’operazione “Latrocinium”, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Soverato, coordinati dalla Procura di Catanzaro. L’obiettivo del clan emergente era quello di primeggiare sull’intero comprensorio del Soveratese, controllando anche la politica. Un obiettivo da conseguire mettendo in campo forza e potenza intimidatrice, senza lasciare alcun settore sguarnito. Dalle intimidazioni al controllo dei voti. Perche’ il gruppo aveva provato ad inserirsi anche nelle elezioni comunali. Sarebbe successo nel 2012, quando i cittadini erano stati chiamati alle urne nel Comune di Montauro. I Carabinieri della Compagnia di Soverato avrebbero ricostruito la compravendita di voti per un candidato che poi non e’ risultato eletto. Il candidato, indicato dal procuratore Vincenzo Antonio Lombardo, e’ Pantaleone Aiello, espressione della lista “Insieme per Montauro”, che e’ tra gli indagati. A offrire denaro in cambio di voti sarebbe stato lo zio, Saverio Aiello, indagato nell’inchiesta, ma anche altri componenti del gruppo avrebbero sponsorizzato il candidato.
Agli elettori sarebbero stati offerti 50 euro a voto, ma ci sarebbero stati anche casi di contrattazione per cifre piu’ consistenti. Nell’ordinanza dell’operazione non e’ scattato il vincolo associativo per gli arrestati, perche’ il giudice ha ritenuto non esserci un vincolo mafioso. Ma e’ stato il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo, nel corso della conferenza stampa tenuta a Catanzaro, ad evidenziare che Salvatore Pannia, considerato il leader del gruppo, e altri arrestati “sono direttamente riconducibili alla cosca Sica di Soverato”. Tra gli episodi contestati anche intimidazioni che avevano creato allarme nel comprensorio. Come la testa di maiale lasciata davanti alla delegazione municipale del Comune di Montepaone, a febbraio 2012. Un episodio contestato a Francesco Fiorentino, che si sarebbe vantato con la fidanzata per quel gesto eclatante che voleva dimostrare la capacita’ di intimidire anche le istituzioni. A questo si aggiungono anche l’estorsione ad una ditta impegnata per la realizzazione della rete idrica e fognaria a Montepaone, nel 2012, e la tentata estorsione ad una seconda ditta che doveva realizzare dei pozzi artesiani sempre a Montepaone. Degli arrestati, sei sono in carcere, una ai domiciliari e una con l’obbligo di dimora. In carcere sono finiti: Pietro Catanzariti, 46 anni; Salvatore Pannia, 48; Salvo Gregorio Mirarchi, 23; Alessandro Pitingolo, 30; Salvatore Romeo, 22; Francesco Fiorentino, 28. Agli arresti domiciliari e’ stato posto Valerio Paparazzo, 31 anni, mentre e’ stato sottoposto all’obbligo di dimora Vincenzo Maurizio Spadea, di 51. A loro si aggiungo 32 indagati. Alle persone arrestate vengono contestati, a vario titolo, diversi episodi criminali, tra i quali estorsioni, furti, detenzione illegale di armi, danneggiamento, incendio di autovetture, compravendita di voti, detenzione e spaccio di droga. Tra i singoli episodi c’e’ anche il rinvenimento di una testa di maiale davanti la porta di ingresso della delegazione comunale di Montepaone Lido. (AGI)