‘Ndrangheta: Pm, legame a doppio filo con mafia New York

fbi poliziaRoma, 11 febbraio 2014 –  L’indagine che ha portato al bliz della Polizia e del Fbi ha evidenziato “l’esistenza di un legame a doppio filo” tra le famiglie di ‘Ndrangheta e “alcuni personaggi italo-americani insediati a New York di chiara estrazione mafiosa”. Lo scrivono i pm nel decreto di fermo a carico di 18 persone coinvolte nell’indagine, sottolineando che i Gambino e le ‘ndrine calabresi hanno lavorato in “sinergia assoluta” avendo una “convergenza degli obiettivi” da perseguire. Il tema principale dell’indagine, scrivono il procuratore Federico Cafiero De Raho, l’aggiunto Nicola Gratteri e il pm Paolo Sirleo, era quello di “mettere a fuoco i collegamenti tra esponenti legati alla famiglia Gambino di New York e soggetti italiani, legati o appartenenti a famiglie mafiose della ‘Ndrangheta calabrese”. Quello che e’ emerso e’, appunto, un legame “a doppio filo”, un “connubio” che “ha trovato pieno conforto nelle acquisizioni probatorie” e che rappresenta un “elemento innovativo” non di poco conto. E’ stato infatti accertato, dicono i magistrati, la “pianificazione di un rilevante traffico internazionale di droga” che personaggi vicini ai Gambino avevano intrapreso con esponenti della famiglia Ursino. C’e’ stata dunque, proseguono i pm, una “convergenza degli obiettivi” tra le due organizzazioni criminali che, “avvalendosi di un uomo di raccordo”, e cioe’ Franco Lupoi, “hanno stabilito in breve tempo un terreno di interessi comuni in uno dei settori piu’ redditizi e ‘produttivi’ dell’economia criminale a livello mondiale”. E non e’ un caso, sottolineano gli inquirenti, che “sullo scenario criminale dell’indagine sono immediatamente comparsi i referenti di cartelli sudamericani della droga, attratti nel business del traffico verso la Calabria di un’ingente quantitativo di droga”. In sostanza, i Gambino e gli Ursino hanno lavorato in “sinergia assoluta” per aprire il nuovo ‘canale’ per il traffico di droga: i primi, sfruttando “la consistenza e la potenza” dei loro “contatti illeciti nel settore del narcotraffico internazionale”; i secondi, potendo contare sulla loro “capacita’ organizzativa e sul capillare controllo del territorio” che gli avrebbero permesso di mettere in piedi “una ramificata rete logistica e di distribuzione della droga, avvalendosi di fidati punti di riferimento commerciale”.(ANSA).