Vagava per strada con l’accetta. Le chiamate al 113: “E’ come Kabobo”

polizia13Brandiva l’attrezzo e parlava da solo. Aveva litigato con il figlio

Verona, 10 febbraio 2014 – Vedi un po’, a volte, cosa porta litigare con un figlio. E non sapere mantenere la calma. Perchè lui ieri pomeriggio non solo ha minacciato il pargolo con un attrezzo che usa per lavorare nei campi dai quali è arrivato in città. Non solo ha creato il panico tra la gente che lo vedeva girare per il centro con un’accetta in mano. Ma si è pure beccato una denuncia per due reati che non sono esattamente delle inezie: procurato allarme e porto di arma impropria. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio nella zona di ponte Pietra. E’ li che ha la gente ha visto quell’uomo camminare con quell’accetta tra le mani e parlare da solo, quasi in stato confusionale. Il ricordo di Kabobo, il ghanese che ha ucciso tre persone a picconate lo scorso maggio a Milano, ha fatto breccia nella mente di molti. E, ovviamente, è stato un susseguirsi di telefonate al 113. Le volanti sono subito arrivate in zona ed è partita una vera e propria «caccia all’uomo».

Già, perchè lui – reduce dalla litigata con il figlio – appena vedeva avvicinarsi gli agenti si allontanava. Ma in mano non aveva nulla. E’ stato un equipaggio che controllava la zona ad accorgersi di un’auto all’interno della quale, in bella vista sui sedili, c’era un’accetta. L’auto era quella dell’uomo che, poco dopo, è stato fermato. Ed è stato solo allora che la storia è venuta a galla. Nessuna intenzione di andare in giro a colpire qualcuno, nessun «raptus omicida». Ma solo la perdita di lucidità di un uomo che aveva litigato con il figlio.

Ai poliziotti che lo hanno fermato ha detto di essere venuto in città per parlargli. Ma la discussione è degenerata e lui, che in casa del ragazzo era andato con l’accetta per impaurirlo, se n’è uscito con l’«attrezzo» tra le mani per riportarlo in auto. E nel tragitto, tra sè e sè, borbottava per quello scontro. Gli agenti lo hanno portato in questura e dopo i vari accertamenti lo hanno denunciato. Per lui questo sabato di «ordinaria follia» sarà pesante anche dal punto di vista penale. Ma il dirigente delle volanti, Giorgio Azzaretto, ha sottolineato l’apporto dei cittadini. «Le telefonate sono state molte ed è un segnale positivo. I cittadini per il nostro lavoro e per la tempestività dei nostri interventi sono fondamentali ».

Angiola Petronio
Fonte: Corriere del Veneto