Dobermann annusa il cancro e salva la vita alla sua proprietaria

Foto: www.dailymail.co.uk
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New York, 12 febbraio 2014 – «Il mio cane mi ha salvato la vita». Ne è convinta Diane Papazian, newyorkese che ha raccontato la sua singolare storia al ‘Daily Mail’ online: il suo Dobermann Troy l’ha aiutata a scoprire di aver un tumore al seno. Come? Semplicemente strofinandosi insistentemente su di lei. Un comportamento anomalo.Tanto che Diane ha deciso di sottoporsi a una mammografia nonostante ne avesse già eseguita una sei mesi prima. Risultato: era davvero presente una neoplasia aggressiva e avanzata. La signora Papazian, 56 anni, ha in seguito subìto una mastectomia e ha effettuato la chemioterapia. Ora è guarita.
Grazie al suo intelligentissimo cane: Troy uno splendido esemplare di Dobermann che per le sue gesta è stato nominato dalla American Humane Association, cane-eroe dell’anno. Troy ha portato la sua padrona a scoprire il nodulo al seno perché provocandole del prurito l’ha spinta a grattarsi e ad avvertire la presenza del cancro. Il senso dell’olfatto in un cane è circa 100.000 volte più potente di quello di umano e numerosi studi hanno dimostrato che è in grado di rilevare segnali della presenza del tumore. Le cellule neoplastiche producono infatti sostanze chimiche chiamate composti organici volatili che i cani sono in grado di avvertire e distinguere.
Non è unico il caso di Troy. Un recente studio condotto da ricercatori della clinica Schillerhoehe di Gerlingen, nel sud-ovest della Germania, ha rivelato questa impressionante capacità canina: in 71 casi su 100, cani addestrati sono stati in grado di riconoscere la presenza di tumori ai polmoni. Gli animali hanno inoltre escluso pazienti sani in 372 casi su 400. I ricercatori sono così giunti alla conclusione che i cani sono in grado di riconoscere, tramite l’olfatto, i pazienti malati di cancro ai polmoni, indipendentemente dal fatto che fumino o che siano affetti da bronco pneumopatia cronica ostruttiva. Non c’è dubbio: davvero il migliore amico dell’uomo.

Fonte: Il Mattino