Gli arriva una cartella esattoriale di 80mila euro, artigiano si uccide con un colpo di fucile

Foto: archivio
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Ferrara, 11 febbraio 2014 – Aveva detto ai familiari che sarebbe rimasto a casa perché non si sentiva bene. Ma il suo non sentirsi bene durava da tempo, per una condizione psicologica che lo aveva provato. Poi, negli ultimi giorni, E.P. 49 anni a maggio, artigiano meccanico, aveva subito un tracollo per la notifica di una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate, che gli imponeva di pagare 80mila euro circa, di contributi arretrati: un fatto che lo aveva prostrato.
Un fatto che ha innescato la tragedia di ieri, quando tra mezzogiorno e l’una, è uscito in cortile, vicino all’orto di fianco a casa, e si è tolto la vita col fucile che aveva imbracciato: un solo colpo che non gli ha lasciato scampo.
Un colpo, forse anche sentito dai vicini delle case attorno, che non ci hanno fatto caso. Ma a trovare il suo corpo senza vita, sono stati i familiari tornati all’ora di pranzo, nella casa di Porotto, dove l’uomo viveva con la famiglia, moglie e due figli, grandi di 26 e 16 anni.
Sul posto, tra la disperazione dei familiari, i carabinieri hanno iniziato, con la massima discrezione, gli accertamenti della tragedia. Isolando il “movente” del suicidio, che tuttavia potrebbe essere stato originato da una serie di situazioni e imprevisti economici.
È vero che la cartella esattoriale gli era stato notificata, ma pare che E.P. avesse accumulato questi debiti con lo Stato in via indiretta. Sta di fatto che i contributi a cui fa riferimento la cartella esattoriale sarebbero stati già versati a uno studio che seguiva l’artigiano dal punto di vista fiscale.
Da quanto si è appreso ieri sera vi sarebbero accertamenti in corso già dall’ottobre scorso sulle circostanze che abbiamo descritto, le quali, naturalmente dovranno essere appurate dall’autorità giudiziaria.
L’artigiano, lavoratore dalle mani d’oro, era specializzato con la propria attività in stampi per trafilare materie plastiche, non ha lasciato biglietti per spiegare il suo gesto anche se i propri familiari da tempo lo avevano visto spegnersi, vinto dalla depressione, contro cui aveva iniziato da poco le terapie.
La salma è ora a disposizione della medicina legale e della autorità giudiziaria, indagine formale aperta dai carabinieri è condotta dal pm Nicola Proto, magistrato di turno. (d.p.)

Fonte: La Nuova Ferrara