Marò, l’Onu si sgancia: L’Italia pronta al ritiro dalle missioni estere

maròRoma, 12 febbraio 2014 – L’Aula del Senato appoggia in pieno la sospensione dell’ esame del decreto che proroga le missioni all’estero in attesa che il governo riferisca sulle dichiarazioni del segretario dell’ Onu Ban Ki-Moon contrario ad una mediazione sulla vicenda dei due marò detenuti in India, richiesta dai presidente delle commissioni Esteri e Difesa. Tutti i gruppi hanno preso la parola, hanno condiviso la proposta di Latorre e Casini e hanno espresso una «forte preoccupazione» per un possibile isolamento dell’ Italia e la necessità di dar ancor più vigore all’ iniziativa diplomatica presso le istituzioni internazionali.

«Sospendiamo l’esame del decreto sulle missioni all’estero finchè il ministro degli Esteri Emma Bonino non viene in Aula a dire quali iniziative intende prendere per contrastare le inaccettabili dichiarazioni del segretario dell’Onu Ban Ki-moon». Lo ha detto il presidente della Commissione Esteri Pier Ferdinando Casini.

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha sospeso la seduta dell’Aula e ha convocato la Conferenza dei capigruppo affinchè si decida sulla richiesta avanzata questa mattina dai presidenti delle commissioni Difesa ed Esteri di Palazzo Madama di sospendere l’esame del decreto missioni fino a quando il ministro Bonino non verrà a riferire a proposito delle dichiarazioni di Ban Ki-moon sui marò italiani.

Emma Bonino riferirà sulla vicenda dei Marò domani alle 10 nell’Aula del Senato. Lo ha stabilito, secondo quanto rendono noto dal Pd, la Conferenza dei capigruppo, convocata da Grasso dopo la richiesta di Casini e Latorre di sospendere l’esame del Dl missioni fino a che non fosse arrivato un chiarimento del governo sulle parole Ban Ki-moon.

Il governo valuterà il ritiro dalle missioni internazionali se non ci sarà il sostegno della comunità internazionale sulla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri due marò trattenuti in India. Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, ospite della trasmissione ‘L’aria che tirà, su La7. «Aspettiamo che a breve si pronuncino anche le altre Alleanze di cui facciamo parte -ha detto- ma il tema dell’Onu rimane centrale. Anche alla luce delle determinazioni che assumerà il governo nella riunione di venerdì, anche sul caposaldo dell’arbitrato internazionale». Mauro ha sottolineato l’internazionalizzazione del caso: «Il braccio di ferro, fosse anche con le Nazioni Unite -ha spiegato- va vinto per questo: non si può pensare che questa sia una questione solo tra Italia e India, per la semplice ragione che si tratta di due militari impegnati in una missione che risponde a un’esigenza della collettività globale, quella di porre un argine alla pirateria». Il ministro della Difesa ha ricordato che l’Italia ha 7.000 uomini impegnati in 21 nazioni in 26 missioni diverse, e «la vicenda dei due marò è intrinsecamente legata con il nostro impegno internazionale».

«Sono personalmente preoccupato per i due marò italiani e per l’idea che siano perseguiti per terrorismo e per le implicazioni negative» sulla lotta alla pirateria, Lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen.

«A distanza di molte ore attendiamo ancora una replica ufficiale del nostro governo alle inaccettabili parole del Segretario Generale dell’Onu Ban Ki – moon che ha definito la vicenda dei due marò ‘una questione bilateralè tra Italia e India dimenticando che quegli stessi uomini in divisa erano impegnati in una missione internazionale contro la pirateria e che dopo due anni e 29 rinvii, e in barba ad ogni diritto, attendono ancora di conoscere i capi di imputazione». Lo dice il presidente di GFdi Ignazio La Russa.

L’accusa di terrorismo rivolta ai due fucilieri della Marina italiana dalle autorità indiane è «infamante». Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani in occasione del suo intervento ad una conferenza in corso a Lisbona. I due marò, ha aggiunto Tajani, «si trovavano nell’Oceano Indiano a difendere la nostra libertà di commerciare. Non riconoscere il loro ruolo di difensori della legalità comporterebbe gravi ripercussioni non solo in Italia, ma in tutti i Paesi coinvolti nella lotta alla pirateria».

Sul caso marò «è arrivato il momento di accentuare la pressione ancora sull’Onu, la Nato, la Russia, l’Ue altrimenti bisogna rivedere la partecipazione dell’Italia non solo nelle azioni internazionali contro la pirateria ma su tutte le missioni che vedono coinvolto il nostro Paese in ogni punto del globo». È quanto dichiarano in una nota congiunta i senatori del M5S Luis Orellana e Lorenzo Battista.
Fonte Il Messaggero