Per un tappo perse l’occhio, risarcita con 50mila euro

tappo spumanteLecce, 12 febbraio 2014 – Il tappo dello spumante le centrò in pieno l’occhio e la festa si tramutò in un attimo in tragedia, poichè la vittima perse l’uso dell’occhio sinistro a causa di quel “proiettile” partito dalla bottiglia che era nelle mani della sorella.
Ieri mattina, il giudice monocratico della prima sezione del Tribunale civile di Lecce ha scritto la parola “fine” nella controversia tra le due donne, condannando al risarcimento dei danni M.P., una 50enne di Surbo che all’epoca dei fatti era titolare di un bar (ora passato ad altra gestione) nel pieno centro del suo paese, dove si verificò l’incidente.
La donna, tramite la sua compagnia assicuratrice “Fondiaria Sai spa”, dovrà risarcire la sorella con poco meno di 50mila euro (per la precisione 48mila e 264 euro), comprensivi di spese mediche e legali. La sentenza è stata emessa dal giudice onorario Giuseppe Quaranta.
Il curioso e singolare episodio risale al 17 agosto del 2007, quando in una afosa serata d’estate la vittima – F.P., surbina, alla data dei fatti di 41 anni – insieme a due amiche raggiunse il locale della sorella, dove entrarono come semplici clienti per prendere un drink. A un certo punto, però, mentre le tre donne si trovavano vicino al bancone del bar, intente a consumare una bevanda, accadde l’improbabile. La titolare del locale infatti – come dichiarato in sede di udienza da alcune testimoni – stava stappando una bottiglia di spumante, quando all’improvviso il grosso tappo di sughero è schizzato via, andando a colpire in pieno l’occhio della sorella. E fu così che quel gesto, tipico di un giorno di festa, sfiorò d’un tratto il dramma.
La malcapitata surbina fu costretta al ricovero d’urgenza in ospedale e a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico agli occhi, a causa del distacco della retina che, come successivamente accertato dal medico legale Antonio Delli Noci, la costrinse a venti giorni di riposo assoluto (inabilità temporanea totale) nonché a ulteriori quindici giorni di inabilità temporanea parziale, ridotta al 50 per cento, residuando un danno biologico da invalidità permanente pari al 15 per cento, per la perdita della vista all’occhio colpito dal tappo.
Nella valutazione del risarcimento, il giudice Quaranta ha ritenuto opportuno applicare una adeguata personalizzazione del danno non patrimoniale (biologico), tenendo conto che le lesioni provocate dal tappo di spumante hanno interessato il viso di una donna di giovane età, con conseguenze anche psichiche riguardanti le relazioni sociali. La donna rimasta ferita era assistita dall’avvocato Giuseppe Gravili.

Claudio Tadicini
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia