Scoperta choc a Trani: la Guardia costiera scova un porto abusivo

porto abusivo traniTrani, 12 febbraio 2014 – Bloccati durante lo svolgimento dei lavori già fortemente avanzati, tanto da avere realizzato un’area completamente nuova, di almeno 3500 metri quadrati, rispetto alla quasi nulla che esisteva soltanto pochi anni fa. Le foto dei rilievi aerofotogrammetrici, messe a confronto, sono inquietanti: nel 2007 vi era poco più che un’ansa naturale; oggi, quella piccola insenatura è diventata un autentico porticciolo con due bracci artificiali, il maggiore dei quali, a ponente, sporge di almeno trenta metri rispetto alla linea di costa.

Per realizzare quell’opera, poi, pare si sia utilizzato di tutto: dal materiale di risulta edile all’asfalto, dal cemento ad altri rifiuti speciali. Tutto questo, insieme due pale meccaniche, risultate non revisionate, utilizzate ed ogni altra cosa presente in quel sito, è finito sotto sequestro.

L’intervento è stato operato dai militari dell’Ufficio locale marittimo di Trani, che hanno deferito alla Procura della Repubblica due persone che, al momento del controllo, stavano effettuando operazioni di spianamento alla guida dei due mezzi di movimentazione, nonché la messa in opera in mare di blocchi di pietra: si contesta loro la realizzazione di un’infrastruttura in zona demaniale priva di concessione.

L’area è quella di via Finanzieri in adiacenza al depuratore comunale ed al cantiere navale «Marina yachting». Al momento dello intervento la scena che hanno trovato i militari è stata eloquente: trasformazione della costa; costruzione di bracci abusivi; conferimento di materiali pericolosi e non, realizzazione di un bacino artificiale.

Le ipotesi sulle quali la magistratura sarà chiamata ad operare gli opportuni approfondimenti sono almeno cinque: deposito incontrollato di rifiuti; invasione di terreni pubblici; occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo; realizzazione di manufatti in assenza delle prescritte concessioni edilizie e demaniali; utilizzo di attrezzi da lavoro sprovvisti di verifiche, collaudi e misure di sicurezza. Il bacino su cui si stava lavorando non è ancora chiaro a cosa dovesse servire.

Nico Aurora
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno