Detenuti finti malati per non andare in carcere: la Procura apre un’inchiesta

guardie carcerarieBari, 13 febbraio 2014 – Per fingersi malato ed evitare il carcere non basta «recitare». Occorrono visite mediche e certificati che attestino uno stato di salute incompatibile con la detenzione dietro le sbarre. Al vaglio della Procura di Bari c’è l’ipotesi che medici compiacenti, alcuni molto noti in città, compreso, pare, persino un primario, abbiano documentato, falsamente, malattie inesistenti. In cambio di cosa? Dovrà stabilirlo il secondo livello dell’inchiesta nell’ambito della quale lo scorso giugno Cosimo Fortunato, 50 anni, ritenuto dagli inquirenti luogotenente del boss Savino Parisi, dovette lasciare il reparto del Policlinico riservato ai detenuti con problemi di salute, per andare in cella.

Stando alle dichiarazioni di alcuni testimoni, a una perizia medico-legale, e, soprattutto, a quanto documentato dalle telecamere installate dai finanzieri del Gruppo investigazione criminalità organizzata del nucleo di polizia tributaria di Bari, l’uomo avrebbe simulato crisi epilettiche «nonché le conseguenze delle stesse (ecchimosi ed escoriazioni al volto e al corpo) giungendo anche a vantarsi con i co-detenuti della sua attività simulatoria».

Giovanni Longo
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno