“Quel fango di Falcone”, processo sportivo per Fabrizio Miccoli

fabrizio miccoliIl capitano del Lecce, all’epoca giocatore del Palermo, è stato già indagato dalla procura palermitana

Palermo, 13 febbraio 2014 – Dopo essere stato indagato dalla Procura di Palermo, ora nei suoi confronti si apre il procedimento sportivo. Fabrizio Miccoli è stato deferito dalla Federazione italiana gioco calcio per aver insultato la memoria del giudice Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci.
La storia è nota. In un’intercettazione nell’ambito di un’indagine su alcuni personaggi legati alla mafia, il capitano del Lecce – all’epoca giocatore del Palermo – pronunciò all’indirizzo del suo amico Marco Lauricella, figlio di un boss, la seguente frase: “Vediamoci davanti all’albero di quel fango di Falcone”. Parole che scatenarono una bufera attorno al calciatore, che chiese scusa alla famiglia del magistrato, a tutta la città siciliana e ai tifosi, con la società che si vide “costretta” a non rinnovargli il contratto. Secondo la Commissione disciplinare, Miccoli ha violato l’articolo 1 della giustizia sportiva, ovvero “i doveri di lealtà, probità e correttezza”. Con lo stesso provvedimento la stessa Disciplinare ha archiviato il procedimento relativo all’uso da parte del bomber “di schede telefoniche intestate ad altri soggetti, non essendo emerse fattispecie di rilievo”. Per responsabilità oggettiva è stato deferito anche il Palermo, ex squadra dell’attuale centravanti giallorosso.

Michele Pennetti
Fonte: Corriere del Mezzogiorno