Usura ed estorsione:per pagare interessi ceduto appartamento

gdfBari, 13 febbraio 2014 – Per saldare interessi che andavano dal 112% al 285% all’anno su un prestito di 40.000 euro, due imprenditori edili sono stati costretti a cedere agli usurai un appartamento del valore 250.000 euro. I cinque aguzzini, tutti legati al clan barese Misceo-Telesforo operante nel quartiere San Paolo, ma con diramazioni anche a Palo del Colle, sono stati arrestati: erano arrivati ad aggredire i due imprenditori all’ interno di un cantiere e li vessavano con continue minacce per indurli a cedere l’appartamento. Dopo la cessione, per simulare una vendita uno degli usurai staccava mensilmente e assegni da 5.000 euro in favore dell’ imprenditore che veniva accompagnato in banca ad incassare e doveva immediatamente restituire il denaro in contanti. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, tutti di Palo del Colle, c’e’ anche il boss Giuseppe Misceo, di 50 anni, noto come “u’ fantasm”, che era gia’ in carcere per altri reati. Gli altri sono Domenico Mercurio, di 23 anni, Francesco Pace, di 30 anni, Francesco Poliseno, di 59 e Domenico Paparella, di 51, tutti incensurati. Sono accusati, a vario titolo, di usura, estorsione e favoreggiamento reale e personale con l’aggravante delle modalita’ mafiose. L’inchiesta della guardia di finanza e’ partita dopo la denuncia presentata dai due imprenditori, padre e figlio. Gli usurai pretendevano inizialmente dai due la cessione di tre appartamenti, ma si erano poi accontentati di uno solo. Gli imprenditori si erano rivolti agli usurai nel 2010 dopo che le banche avevano rifiutato loro un prestito per lo stato di sofferenza della loro impresa. Il tramite fu Poliseno, ex commerciante di elettrodomestici ora nulla facente, che presto’ i 40.000 euro richiesti che in realta’ arrivavano da Misceo. Solo per pagare gli interessi maturati, gli imprenditori sono stati costretti a versare per anni 5.000 euro al mese. Quando non ci sono piu’ riusciti, sono cominciate le minacce e le vessazioni e la stipula del contratto preliminare per la cessione dell’ appartamento. Ad ottobre scorso e’ partita la denuncia che ha portato in quattro mesi agli arresti. Dalle intercettazioni telefoniche degli indagati emerge la loro spietatezza. Le indagini patrimoniali hanno anche dimostrato la sproporzione tra i redditi dichiarati e quelli reali degli arrestati, rendendo possibile il sequestro di 2 milioni di euro di beni mobili e immobili.(ANSA).