Danimarca, un’altra giraffa rischia di essere giustiziata: lo zoo di Ravenna pronto a ospitarla

marius giraffa1Roma, 14 febbraio 2014 – È a rischio la vita di un’altra giraffa in un zoo danese, in quello che sembra essere l’ultimo crudele capitolo della “saga dei Marius”.

Un esemplare maschio di sette anni – anch’esso di nome Marius – potrebbe infatti essere ucciso come il suo omonimo più giovane se lo zoo che attualmente lo ospita deciderà di comprare una femmina che dovrebbe partecipare ad un programma europeo per la riproduzione di questi magnifici animali. La sorte di “Marius secondo” sembra ormai segnata, anche se il direttore del parco faunistico “Safari Ravenna”, Osvaldo Paci, ha contattato oggi il ministero dell’Ambiente per dare la propria disponibilità a ricevere a proprie spese la giraffa. «La decisione è coerente con la filosofia del nostro parco – ha spiegato Paci – che da sempre si impegna a tutelare in primis il benessere animali, attivandosi, come avvenuto già nel caso delle tigri di Pinerolo (Torino) e del rettilario della Repubblica di San Marino. Il nostro impegno è garantire la loro sopravvivenza, cura e salute».

E così «non potevamo restare indifferenti ad una notizia di questa portata. Ci auguriamo che la struttura danese accolga la nostra richiesta». Lo zoo in questione, il Jyllands Park, nell’ovest della Danimarca, ha fatto sapere che presto deciderà della sorte del Marius maggiore se andrà in porto l’acquisto della femmina: i responsabili hanno spiegato infatti che, poichè nello stesso parco oltre a Marius esiste un altro maschio (Elmer), si ritiene impraticabile la convivenza tra due maschi e una femmina perchè si rischierebbero continue e sanguinose battaglie per conquistarne i favori. Una dei responsabili, Janni Lojtved Poulsen, per nulla intimorita dall’ondata di sdegno che si è levata per l’uccisione del giraffino la settimana scorsa nella capitale danese, ha detto lapidaria: «Se decideranno per l’eutanasia, l’eutanasia si farà… Non ci faremo certo condizionare dalle proteste di qualche animalista».

In realtà per salvare la vita al piccolo Marius erano state raccolte quasi 30mila firme e allo zoo di Copenaghen erano arrivate anche minacce di morte, mentre sul web si erano scatenati i commenti su quanto la Danimarca – con decisioni come queste – apparisse distante dall’immagine idilliaca che abitualmente i media forniscono. La Poulsen ha poi rincarato la dose affermando di condividere pienamente l’operato dei colleghi dello zoo di Copenaghen. Quindi, si evince, anche l’esecuzione e lo squartamento davanti ad un pubblico formato per lo più da bambini piccoli, e il beau geste che, «per non sprecare quintali di carne», ha dato il piccolo e sano Marius in pasto alle belve dello zoo.

Ma c’è un altro aspetto che traspare dalle parole dei responsabili di questi zoo danesi, e riguarda la questione del nome. Molti di loro, parlando con i giornali e la tv locali, si sono detti stupiti non tanto del fatto che esistesse un altro Marius in circolazione in Danimarca, quando dell’attribuzione stessa di un nome proprio agli animali. Poulsen ha raccontato che la giraffa di sette anni è stata chiamata così da un veterinario perchè poteva essere divertente che non vi fossero altri Marius tra le giraffe del paese, ma il direttore scientifico dello zoo della capitale, Bengt Hols, ha tagliato corto affermando seccamente che i nomi agli animali non vengono dati per evitare qualunque forma di personificazione.

La sorte del Marius grande è ancora da decidere (macellazione pubblica compresa) ma dopo questi avvenimenti un avvertimento va dato anche se poi ti dedicheranno un film di animazione: se sei un’anonima giraffa in Danimarca e qualcuno impropriamente ti ha chiamato Marius, fuggi a gambe levate; è peggio che avere i leoni della savana alle calcagna in un documentario della Bbc.

Fonte: Il Messaggero

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