Omar, il principe libanese ‘povero’: è un evasore totale che ha nascosto al Fisco 16 mln

guardia finanza18Udine, 14 febbraio 2014 – Vive in Italia dal 1982 insieme alla moglie ma dal 2003 al 2010 non ha presentato dichiarazione dei redditi, nascondendo al fisco 16 milioni di euro di imponibile. Protagonista della vicenda è un principe libanese, Omar Bassam Salamé, intermediario commerciale internazionale e ambasciatore “itinerante” della Liberia, indagato dalla Procura di Udine per omessa dichiarazione dei redditi e destinatario di un sequestro per equivalente emesso dal gip del tribunale Paolo Lauteri per 7 milioni euro, pari alle imposte evase.
L’uomo, che ha 68 anni, è finito nel mirino delle Fiamme gialle in seguito ad alcuni accertamenti svolti all’interno della Danieli, la multinazionale di Buttrio che è tra i leader mondiali nella produzione di impianti siderurgici.
Salamé ha infatti svolto delle consulenze per conto della Danieli ed è “seguendo” il pagamento delle fatture milionarie della Spa friulana che gli investigatori hanno scoperto l’evasione.
Il sequestro preventivo è ancora in corso di esecuzione: le Fiamme gialle hanno individuato beni mobili (tra i quali anche un’auto di lusso Lincoln) e immobili riconducibili all’indagato che vive a Roma in un appartamento di lusso nel quartiere dei Parioli.
A seguito di perquisizioni e del sequestro di documentazione effettuati nella residenza romana del principe Salamé, i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Udine, si sono convinti che l’uomo operava attraverso il ricorso sistematico a strumenti societari esteri di comodo, fittiziamente interposti nelle prestazioni economiche realizzate, ma in realtà direttamente a lui riconducibili.
Dalle indagini effettuate sono infatti emerse 19 società di diritto estero e/o off-shore che gli investigatori ritengono siano direttamente o indirettamente gestite da lui e 14 conti correnti esteri ubicati in Inghilterra, Svizzera e Montecarlo intestati e/o comunque riconducibili al medesimo o alle società estere riferibili all’indagato.
Non solo. Dagli accertamenti bancari svolti sono emersi anche continui e sistematici bonifici accreditati sui conti correnti nazionali intestati alla moglie del cittadino libanese, tutti provenienti da conti esteri intestati alle società estere dietro alle quali i finanzieri sono certi si nasconda sempre Salamé.

Cristian Rigo
Fonte: Messaggero Veneto