L’epopea di Monica Maggioni: non c’è nessuno che la possa fermare. Ma perchè?

monica maggioniRoma, 17 marzo 2014 – C’è un’intoccabile dell’informazione che non compare quasi mai ma è dappertutto. L’Italia dei miti e degli eroi se la ricorda dura e cazzuta in elmetto e giubbotto antiproiettile al seguito delle truppe americane nel loro inesorabile avanzamento verso l’Iraq. Mai investimento fu più oculato e redditizio, perché la rossa e agguerrita Monica Maggioni, da quel momento, è riuscita a vestire i panni della donna che lotta e combatte e fa cose da uomini. E, quindi, solo per questo, da inserire di diritto negli annali del giornalismo.
Correva l’anno 2003 e da quel momento la scalata è stata inarrestabile: caporedattrice Esteri al Tg1, inviata negli Stati Uniti, responsabile degli speciali. E se piccole battute d’arresto ci sono state, sono state tutte prontamente e profumatamente risarcite. L’ultima, la mancata direzione del Tg1 quando le fu preferito Mario Orfeo, proprio con la direzione del canale all-news della Rai, RaiNews24.
Un anno di stravolgimenti per il canale su cui fino a quel momento nessun Direttore generale aveva mai investito troppo. Soldi, tanti soldi. E poi redattori, giornalisti, promozioni, mezzi a profusione per le dirette.
E ancora l’accorpamento di tutta l’informazione online della Rai confluita in un unico portale: www.rainews.it. Infine la direzione di Televideo (operazione che, però, l’ufficio legale della stessa Rai le ha mandato di traverso, dichiarando illegale la fusione delle due testate). Tutto sotto la direzione della rossa guerriera, che è anche nella commissione dei 6 rappresentanti Rai che coordinano le attività di RaiExpo (altra struttura nata tra mille polemiche per la collocazione della redazione a Roma, invece che a Milano, dove guarda caso, si svolge l’Expo 2015).
Fuori, tuttavia, non se n’è accorto nessuno. Gli ascolti languono: dalla vituperata direzione di Corradino Mineo, suo predecessore, il canale è rimasto inchiodato a una risibile percentuale che si aggira intorno allo 0,7%. Eppure la direttora continua inarrestabile a macinare successi e a collezionare trofei.
Dov’è il segreto? Nel carattere? Descritta come una schiacciasassi che non guarda in faccia a nessuno, che sgomita e polverizza qualunque concorrente (reale o presunto), autoreferenziale e sicura di sé al limite della sfacciataggine. O chissà nelle pubbliche relazioni, che la Maggioni cura H24, e nel fiuto politico che le hanno permesso di navigare indisturbata attraverso tutto l’arco costituzionale. Entrata in Rai in quota DS (fu lei stessa a raccontare come fosse “compagnissima” a scuola, in una memorabile intervista a Claudio Sabelli Fioretti ancora reperibile sul Web) naviga a vele spiegate verso il Pdl, da cui si sarebbe fatta adottare e accompagnare sulla strada della direzione dell’all-news. Ma la fase di oscuramento del Cavaliere e l’ascesa della stella Monti hanno imposto il salto al centro, prontamente effettuato dalla “rossa”. E pare sia stato proprio lui, Mario Monti a permetterle di tagliare il nastro. Salvo poi, magicamente, riscoprire le origini, ultimamente. Monica Maggioni si sarebbe infatti ricollocata: pare sia stata avvistata (udite udite) tra le file dei neo-renziani.
Nuovi collocamenti e vecchie eredità: il sodalizio con il DG della Rai Luigi Gubitosi (anche lui un “prodotto” dell’epoca Monti) pare inossidabile e, di certo, ha fruttato parecchio. Si vocifera che lui non le neghi proprio nulla, che la ascolti e la guardi con occhi adoranti, che non si faccia mancare convegni da lei moderati anche quando non è invitato e che si spertichi in lodi al canale snocciolando scoop e risultati che solo il canale (e la direttora) riescono a portare a casa.
Uno su tutti: l’intervista al presidente siriano Bashar Al-Assad, proprio nell’imperversare della guerra. Un’intervista che non da tutti è stata accolta in maniera entusiastica. Merito all’idea, alla tenacia e al lavoro di diplomazia che quell’intervista le sarà costata. Ma, si dice, pessima l’immagine di lei seduta gongolante e tronfia mentre porge domande preconfezionate, piatte, al limite della piaggeria. Il merito di un’intervista, è scritto in qualunque manuale di giornalismo, è il contenuto dell’intervista. Il fatto di averla ottenuta non basta a fare di un’intervista una “buona” intervista. Oriana Fallaci docet.
A rovinare l’idillio, poi, le gaffe che ultimamente RaiNews24 sta inanellando. Dal pittoresco fuorionda della conduttrice Laura Tangherlini, vittima della disattenzione dei tecnici ma comunque “multata” con l’allontanamento, pur temporaneo, dalla conduzione, al “vaffa” in diretta di Toni Servillo fino all’epica fellatio del trailer di Nymphomaniac, il film scandalo di Lars von Trier, trasmessa in diretta alle 15 del pomeriggio che è costata al canale una sanzione da parte del Comitato Media e Minori.
E proprio in quella funesta occasione, eclatante, discussa e sbeffeggiata, perché di servizio pubblico pur sempre si tratta, c’è stato qualcuno che ha provato a porsi la fatidica domanda: possibile che Monica Maggioni non rischia mai il posto?
Pare di no. Oltre a questo, tuttavia, ci sarebbe da aggiungere un altro interrogativo: possibile che a Monica Maggioni nessuno chieda conto del tempo che passa sul posto di lavoro? Lei, invisibile sui social network, assente nei talk-show, sfuggente ai confronti diretti (compare in tv solo quando, nel “suo” canale conduce in momenti topici della vita pubblica: il giuramento di Letta, quello di Renzi. O in ospitate televisive confezionate per osannarla) lei, insomma, assente dai media ma presente ogni giorno a moderare un dibattito, a presentare un libro a snocciolare analisi dal palco di un convegno.
A fine mese l’indefesso Renato Brunetta, paladino della trasparenza Rai, dovrebbe ottenere i tanto agognati compensi di giornalisti e dirigenti Rai. Chissà se ci sarà anche quello della rossa direttora. Sarebbe bello sapere a quanto ammonta il suo stipendio. Lei, che, come dicono in redazione, a RaiNews24 si vede poco o nulla.

di Massimo Martini