Baby squillo, c’è anche il figlio del senatore

baby squillo prostitute1Roma, 20 marzo 2014 – L’avviso a comparire gli è stato notificato. E quindi adesso si dovrà difendere come gli altri clienti delle baby squillo dall’accusa di aver avuto rapporti sessuali con le due minorenne dei Parioli. Si tratta del figlio di un parlamentare del centrodestra, ed è soltanto l’ultimo dei numerosi uomini coinvolti nell’inchiesta che ha portato ad arresti e a scoperchiare un giro di prostituzione nella Roma bene. Il cliente «vip» rintracciato dai tabulati telefonici è il figlio di un senatore che ricopre da anni importanti incarichi nella coalizione guidata da Silvio Berlusconi. Gli investigatori hanno raccolto le informazioni sul suo conto, come nel caso dei numerosi indagati, incrociando i tabulati telefonici delle due giovani prostitute, intercettando le conversazioni e compiendo pedinamenti. Un lavoro che è andato avanti per mesi, fino a quando si sono convinti che anche il figlio «vip» sarebbe entrato nell’appartamento di viale Parioli, dove l’arrestato Mirko Ieni faceva prostituire le due minori e altre ragazze maggiorenni.
Il nome del figlio del senatore è dunque inserito nella stessa lista nel quale si trova anche il nome del marito della parlamentare Alessandra Mussolini, Mauro Floriani, che davanti ai magistrati avrebbe ammesso di aver avuto rapporti sessuali con le due baby squillo ma che non sapeva fossero minorenni.
Adesso sarà la volta del figlio del senatore di centrodestra a doversi presentare di fronte agli inquirenti romani per spiegare cosa sia accaduto in quella casa della Roma bene, dove i clienti, in base a intercettazioni e confessioni, pagavano dai 100 ai 1.000 euro per un rapporto sessuale in base al tempo che trascorrevano in loro compagnia.
Almeno otto ragazze, dunque, (due minorenni e sei maggiorenni) sono quelle finite nel giro dei prostitute che sarebbe stato gestito dal caporalmaggiore dell’Esercito Nunzio Pizzacalla e dal pusher Mirko Ieni, che è stato raggiunto da tre misure cautelari. Decine e decine di altri nomi, quindi, riconducibili a utenze telefoniche che hanno contattato nei mesi scorsi quelle delle due studentesse di 14 e 15 anni che si prostituivano ai Parioli, sono attualmente al vaglio della procura e degli investigatori.
Gran parte della clientela delle due baby squillo non sa di essere stata iscritta in questi ultimi giorni nel registro degli indagati per prostituzione minorile dalla procura di Roma, ma può immaginarlo. Non tutti, comunque, saranno convocati dagli inquirenti, altri invece potrebbero presentarsi spontaneamente per tentare di spiegare la loro verità.
di Augusto Parboni
Fonte Il Tempo