Chiama il 112 per il furto, salva un suicida

carabinieri notteDue ladri si avvicinano alla casa di una donna, lei avverte i carabinieri che soccorrono anche un uomo che si era sparato

Feltre (Belluno), 23 marzo 2014 – Tutto in un fazzoletto di minuti nel cuore di Zermen. Mentre in pieno centro si consumava il dramma umano di un cinquantenne, che dopo essere finito in una scarpata con la propria Fiat Punto, ha tentato il suicidio con un colpo di fucile da caccia sparato nella corte davanti la porta di casa, a meno di cento metri in linea d’aria due ladri tentavano di penetrare nella casa di Maria Teresa Leggiero. In mezzo una telefonata al 112 per segnalare il tentato furto che si rivelerà determinante per salvare la vita dell’aspirante suicida. Minuti concitati che hanno acceso la discussione in paese, anche perché la dinamica degli eventi così ravvicinata, con i carabinieri, l’ambulanza del pronto soccorso e il carro Aci a illuminare la notte con i loro lampeggianti non è un’abitudine. Le buone notizie sono che l’uomo è vivo perché il proiettile non ha leso organi vitali e che il tentato furto è fallito.
I carabinieri di Feltre sono stati chiamati a un doppio intervento in un tempo ravvicinato per due episodi che qualcuno inizialmente ha pensato potessero essere collegati, circostanza subito esclusa dagli investigatori. Di sicuro, la chiamata al 112 per il tentato furto è stata provvidenziale per salvare la vita del cinquantenne ritrovato dai carabinieri all’1,30, quindi mezz’ora dopo lo sparo. La curiosità e la voglia di vederci chiaro dei militari è stata fondamentale perché dopo avere notato una macchina nella scarpata hanno iniziato le ricerche risalendo all’abitazione del proprietario dove si sono diretti trovandolo a terra in una pozza di sangue.
Il tentato furto. Mancano pochi minuti all’una quando Maria Teresa Leggiero sente i suoi due cani cominciare ad abbaiare. È sola in casa ma proprio la presenza dei due animali le danno il coraggio per alzarsi dal letto e sbirciare fuori. Un uomo alto e magro, vestito di scuro e con addosso un cappuccio o un berretto ha già scavalcato la recinzione. Appena fuori c’è un complice, descritto di statura inferiore e sembra avere il compito di fare il palo. La donna apre la porta a vetro chiusa con il catenaccio, i ladri hanno già capito che l’effetto sorpresa è svanito e si gettano in una fuga precipitosa lungo la stessa strada utilizzata per avvicinarsi all’abitazione. Uno dei cani della donna si lancia all’inseguimento, ma viene bloccato da un cancello, nel frattempo già scavalcato dai due ladri. Maria Teresa Leggiero chiama il 112 e una pattuglia raggiunge la casa in pochissimi minuti. Dei ladri non c’è traccia, ma la chiamata si rivelerà, poco dopo, provvidenziale.
Uno sparo nel silenzio. È l’epilogo di una notte drammatica di un cinquantenne, alle prese con una situazione personale non semplice. L’uomo sta rientrando a casa al volante della sua Fiat Punto. Ha ecceduto con il bere – l’esame del sangue rileverà 2,5 grammi di alcol per litro di sangue – e dopo avere perduto il controllo dell’auto finisce nella scarpata a lato strada. Malgrado l’incidente, esce dall’auto con le proprie gambe e torna a casa a piedi. La mente offuscata gli fa vedere le cose più nere del solito ed è in quel momento che medita di farla finita. Imbraccia il fucile da caccia regolarmente detenuto e si spara. Il colpo non lede organi vitali e il ritrovamento dei carabinieri permette ai sanitari di salvargli la vita. Le condizioni sono gravi e la prognosi è riservata, ma il 50enne dovrebbe farcela.

Roberto Curto
Fonte: Corriere delle Alpi