Maratoneti in cammino per i nostri marò

maròRoma, 23 marzo 2014 – I due maratoneti dei fucilieri in India non si perderanno l’Angelus di Papa Francesco nemmeno oggi. Anche se «sono in cammino per i marò» dal giorno della festa del Papà, troveranno il tempo di fermarsi un attimo davanti alla televisione pure se devono marciare di domenica per trenta chilometri prima di raggiungere Norcia, quinta tappa della maratona di 12 approdi, che fra sette giorni esatti, il 30 marzo, li porterà a piazza San Pietro sotto le finestre di Bergoglio. «Non ce lo perdiamo mai l’Angelus di Papa Francesco e non succederà certo oggi» confermano i marescialli aiutanti della Guardia di Finanza: Nicola Antonio Cinquepalmi, 47 anni, in servizio presso il comando provinciale di Rimini e il collega 50enne, Domenico Gallo, stesso grado militare, ma in servizio presso la stazione navale di Ancona, che contano «sul buon cuore» di chi gli aprirà la porta di casa, sul cammino tra i boschi dell’Appennino umbro, a mezzogiorno «per una sosta davanti alla tv». Sono partiti il 19 marzo, quattro giorni fa, dal sagrato della Basilica di Loreto per una marcia di preghiera lunga 290 chilometri, che rappresenta, spiegano Cinquepalmi e Gallo «la speranza di tanti altri militari come noi di un ritorno a casa, in seno alle loro famiglie, di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre». Oggi sono 763 giorni trascorsi all’interno dell’Ambasciata italiana in India. Saranno 770 domenica prossima, quando i due “Forrest Gump” dei marò prenderanno la benedizione in piazza San Pietro anziché davanti alla televisione. Una benedizione “speciale” per la la loro impresa podistica altamente simbolica l’hanno già chiesta con una lettera che è stata inviata a Papa Francesco proprio ieri. Il testo integrale è quello che Il Tempo pubblica a questo link. Nella missiva al Santo Padre i marescialli in cammino per i marò chiedono al Papa di pregare insieme per i due fucilieri, per il loro ritorno casa. I due militari della Guardia di Finanza rappresentano il volto pulito dei mariti e dei padri italiani, e sono la stragrande maggioranza. Uomini impegnati nel lavoro, e in famiglia, che trovano il tempo di dedicarsi nella solidarietà, anche con imprese podistiche. Uno dei due marescialli, Cinquepalmi, infatti, non è nuovo a camminate simili. «Ho percorso a piedi 670 chilometri da Novafeltria (Rimini) a Monopoli (Bari), per una ragazza da pochi giorni ventenne, Anna Paola Bianchi, affetta da glicogenosi, una malattia rara, degenerativa che intacca nervi e muscoli. Lei ha scritto un bellissimo libro autobiografico “L’ultimo giorno d’inverno”» racconta Cinquepalmi. Insieme ai due maratoneti è un po’ come se corresse anche Anna Paola. Sul pulmino che li segue c’è infatti la scritta «20 marzo 2014, l’ultimo giorno d’inverno, che è anche il titolo del libro autobiografico della giovane» spiega il maresciallo intenzionato a «consegnare nelle mai del Santo Padre, una copia del libro, con la toccante lettera della ragazza a Papa Francesco se mai ci riceverà».
di Grazia Maria Coletti

Fonte Il Tempo