Lei muore, lui è in coma: famiglia distrutta da un male in 24 ore

ambulanzaLa moglie ha un malore e muore, il marito è grave in terapia intensiva. Indagine della Asl per scoprire le cause

Chieti, 26 marzo 2014 – Famiglia di Chieti distrutta nel giro di 24 ore. La moglie muore, il marito è ricoverato in condizioni gravi in terapia intensiva nel reparto di rianimazione. La Asl avvia un’indagine per scoprire le causa che per ora sono sconosciute. La situazione è precipitata nelle prime ore del pomeriggio di ieri dopo che, domenica scorsa, l’uomo era stato ricoverato in ospedale con la febbre altissima che superava i 41 gradi. La prima indagine è consistita in prelievi di sangue per escludere forme infettive gravi. Ma prima che i risultati delle analisi tornassero si è sentita male anche la moglie. La privacy ci impone di mantenere il riserbo assoluto su questa famiglia che vive a Chieti Scalo con due figli e dove il marito gestisce un’attività commerciale tra la Colonnetta e le piscine comunali. E’ in casa che, ieri, la moglie ha avvertito i primi segni del misterioso male. Anche lei avrebbe avuto un improvviso innalzamento della temperatura corporea accompagnato da una violenta forma di gastroenterite. Trasportata d’urgenza al Policlinico, la donna, ultraquarantenne, è però deceduta tra la disperazione e il dolore dei parenti già molto provati dal dramma che, in queste ore, sta vivendo il marito.
Le autorità sanitarie, a partire dal direttore del Policlinico, Pasquale Flacco, si sono immediatamente attivate nella serata di ieri. Anche il sindaco, Umberto Di Primio, è stato messo al corrente per il doppio dramma che per ora ha solo una certezza, quella della coincidenza temporale. La parola d’ordine che si è diffusa in ospedale è di non lasciarsi andare a facili allarmismi. Non c’è alcuna prova, che si tratti di un malattia infettiva e quindi di un contagio in famiglia. Del resto, forme di male come meningite o aviaria, prevedono profilassi e protocolli che, in questo caso, non sono stati neppure presi in considerazione. Potrebbe anche trattarsi di una doppia intossicazione alimentare come, negli ultimi giorni, è accaduto in altre parti d’Italia, vedi il caso di botulino a Padova per una zuppa confezionata. Ma solo oggi, dopo un’indagine che comporterà anche un sopralluogo in casa della famiglia distrutta dal male, si potranno avere risposte.

Lorenzo Colantonio
Fonte: Il Centro