Gli scarti degli agrumi diventano energia

arancePalermo, 27 marzo 2014 – Si chiama “pastazzo” ed è lo scarto della trasformazione degli agrumi, sottoprodotto che ha sempre rappresentato un costo di smaltimento, che tra un anno produrrà energia verde. Il progetto di riciclo ha preso il via in questi giorni con la fase di ricerca ed è del Distretto produttivo Agrumi di Sicilia che, con il finanziamento non condizionato di 380 mila euro in due tranche di The Coca-Cola Foundation, organizzazione filantropica di The Coca-Cola Company, valorizza gli scarti della lavorazione in collaborazione con l’Università di Catania e in particolare con il dipartimento di Gestione dei sistemi Agroalimentari e ambientali (Di.Ge.Sa). In programma, dopo una prima fase di analisi di laboratorio, la realizzazione di un impianto pilota (entro marzo 2015) dove ricercatori e tecnici dell’Università di Catania studieranno dapprima la formulazione ideale del composto — biomassa derivante dal pastazzo che consentirà di produrre energia rinnovabile e quindi i vari passaggi di produzione. L’accordo tra le parti è stato firmato a Catania dal rettore dell’Ateneo, Giacomo Pignataro, dal direttore del Di.Ge.Sa. Giovanni Cascone, dal presidente del Distretto Agrumi Federica Argentati, dall’assessore regionale all’Agricoltura Dario Cartabellotta e dal direttore della comunicazione della Coca Cola, Vittorio Cino, con i presidenti dei cinque consorzi di tutela degli agrumi Igp e Dop di Sicilia. “Entro il mese di maggio — spiega Federica Argentati — dovremo portare a termine i primi test di laboratorio per mettere a punto la formula ideale da destinare al processo di trasformazione nell’impianto”. Nell’ambito del progetto, a cura dei partner coinvolti, sarà realizzato uno studio scientifico e redatto un manuale — una sorta di “istruzioni per l’uso” — destinato alle imprese della filiera. “Si tratta di un manuale tecnico — spiega Biagio Pecorino, docente di Economia ed estimo rurale al Di.Ge.Sa. — che, insieme a tutte le indicazioni operative per ottenere il pastazzo ideale da destinare al riutilizzo agro-energetico, conterrà tutte le informazioni di carattere economico, normativo e burocratico per consentire alle aziende di adottare queste best-practice e, finalmente, di incanalare verso un utilizzo ideale lo scarto di lavorazione che sinora è stato un costo per le imprese ma anche per l’ambiente”.

Rosa Maria Di Natale
Fonte: La Repubblica