Molesta il figlio della cliente, tappezziere a processo per violenza

pedofiliaToccò il bimbo nelle parti intime mentre la madre faceva acquisti nel suo negozio

Treviso, 27 marzo 2014 – Mentre la madre era intenta a fare acquisti nel negozio, il tappezziere ne avrebbe approfittato per avvicinare il figlio di 8 anni e palpeggiarlo nelle parti intime. Questa l’accusa di cui deve rispondere un negoziante, 60enne titolare di uno stimato negozio di tappezzeria in provincia, per il quale il pubblico ministero Valeria Sanzari, che ha coordinato l’indagine, ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di violenza sessuale su minore. I fatti risalgono allo scorso anno quando il bambino, insieme alla mamma, si era recato nel negozio. Secondo quanto ricostruito dalla procura, mentre la mamma si intratteneva con una commessa nella scelta delle stoffe per i rivestimenti dei divani, il piccolo si sarebbe messo a girovagare tra gli scaffali curiosando qua e là.

Non era la prima volta che il bambino andava in quel negozio, del quale la madre era una cliente abituale. E proprio nella tappezzeria, secondo l’accusa, si sarebbe consumato l’abuso. Il bambino sarebbe stato avvicinato dal titolare. L’uomo gli avrebbe parlato un po’, avrebbe scherzato con lui per carpirne la fiducia, convincendolo poi a seguirlo in una zona isolata dell’esercizio commerciale dove lo avrebbe stretto a sé, palpeggiandolo nelle parti intime e infilando una mano negli slip del ragazzino. Ad interrompere la violenza, l’approssimarsi della madre e della commessa che non si sono però accorte di nulla. Il bambino, nonostante lo choc, infatti, non avrebbe subito reagito, si sarebbe chiuso in sé stesso rimanendo in silenzio. Un atteggiamento che ha mantenuto anche nei giorni successivi, tanto da insospettire e preoccupare i genitori, facendo loro temere che gli fosse successo qualcosa.

Mamma e papà sono riusciti a far parlare il figlio che, in lacrime, ha raccontato quanto avrebbe subito dal tappezziere. Immediata la denuncia e l’avvio dell’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Valeria Sanzari. Il racconto della vittima è stato cristallizzato anche nel corso di un incidente probatorio, l’istituto giuridico che consente di acquisire anticipatamente le prove nelle fasi precedenti il dibattimento. Il piccolo è stato quindi sentito dal gip e nel lungo interrogatorio ha ricostruito l’incubo vissuto nel negozio. Accuse che il 60enne, assistito dall’avvocato Francesco Saverio Fortuna del foro di Roma, respinge con forza. Tra pochi giorni l’uomo comparirà davanti al gup Umberto Donà per l’udienza preliminare. La procura ne ha infatti chiesto il rinvio a giudizio e la difesa, al momento, non ha presentato istanza di riti alternativi, quali il patteggiamento o l’abbreviato che gli consentirebbero, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena. I genitori del piccolo, assistiti dall’avvocato Stefano Arrigo, si costituiranno parte civile nel processo.

Milvana Citter
Fonte: Corriere Veneto