Agguato in strada, uccisa guardia giurata: freddata con sette colpi di pistola

carabinieri notteRoma, 28 marzo 2014 – Una raffica di proiettili almeno 7,8, esplosi alla testa con una calibro 7,65: un’esecuzione in piena regola consumata ieri sera, poco dopo le 20 in via di Rocca Cencia, alla Borghesiana. 
La vittima è una guardia giurata, Giuliano Colella, 37 anni, incensurato. È stato ucciso sotto gli occhi della sua compagna, diventata ora la super testimone.

LA DINAMICA
Il corpo dell’uomo è stato trovato accanto alla sua auto, una Volksvagen ferma sul piazzale poco lontano dal deposito dell’Ama, secondo gli investigatori la guardia giurata doveva incontrare i killer. La vittima conosceva i suoi assassini (o l’assassino), aveva un appuntamento ed è sceso dall’auto per parlare con loro, quando si è accorto della trappola di morte ha tentato la fuga, ma è stato crivellato dai proiettili. I carabinieri hanno ascoltato per ore la sua compagna e recuperato i bossoli finiti sotto le altre macchine parcheggiate per ricostruire con esattezza la dinamica di questo omicidio che per ora non ha ancora una spiegazione.

I PRECEDENTI
A Roma si spara di nuovo per strada, l’ultima esecuzione risale al 6 febbario scorso, quando Edoardo Di Ruzza, 22 anni, venne giustiziato con quattro colpi di pistola alla testa in via Torresini, a Tor Vergata. Il ragazzo era in moto, i killer lo avevano aspettato sotto casa, e appena lo avevano visto uscire dal cancello e salire sulla moto gli avevano scaricato addosso un caricatore ed erano fuggiti in macchina.

Un agguato che non doveva fallire, Di Ruzza è stato giustiziato appena un mese dopo essere uscito dal carcere. Le forze dell’ordine lo conoscevano bene, era stato arrestato tre anni fa perché lo avevano sorpreso in via Dupré, sempre nella zona dove è stato ucciso, con una pistola calibro 9 con il colpo in canna e alcune dosi di droga. La guerra tra bande per la gestione del traffico di stupefacenti è lo sfondo in cui è maturato l’agguato. Prima dell’omicidio di Di Ruzza, un altro giovane era stato ammazzato in strada, Federico Caranzetti, la sera del 6 gennaio scorso, a Tor Bella Monaca i carabinieri trovano riverso su un’aiuola poco lontano dalla strada che unisce Tor Bella Monaca ai Due Leoni, il corpo del giovane. L’assassino gli aveva sparato alla testa. Il killer è stato arrestato, Caranzetti era stato ucciso per una storia di droga.

LE INDAGINI
I carabinieri del Nucleo operativo di Frascati che indagano sull’agguato di Rocca Cencia stanno verificando se le telecamere della zona abbiano ripreso delle immagini utili all’inchiesta. Colella era incensurato, ma l’agguato ricorda le esecuzioni della malavita. Anche se per ora resta un mistero il movente, gli investigatori, tra le altre ipotesi, non escludono quella della vendetta privata, e la pista che porta in qualche modo al mondo che gestisce la prostituzione. Gli investigatori stanno verificando i tabulati telefonici del cellulare della vittima per risalire alle ultime chiamate e capire il giro di frequentazioni. Ora è caccia ai killer, la Borghesiana confina con l’area dei Castelli, e nella zona sono scattate perquisizioni e posti di blocco.

Marco De Risi e Paola Vuolo
Fonte: Il Messaggero