Gli scandali non lo fermano, Turchia sceglie Erdogan: urne sbancate

ErdoganRoma, 30 marzo 2014 – Si profila una netta vittoria del premier, Recep Tayyip Erdogan, alle amministrative in Turchia. Nonostante le accuse di corruzione e le polemiche delle ultime settimane, a spoglio ancora in corso il partito del primo ministro, l’Akp, è in netto vantaggio sia a Istanbul sia ad Ankara. Si allontanano così le dimissioni di Erdogan, che aveva annunciato l’addio in caso di sconfitta alle urne. Erano state definite le elezioni della “sopravvivenza” per Erdogan ma il “sultano” di Ankara sembra essere sopravvissuto, vincendo con un apparente netto vantaggio secondo i dati ancora parziali diffusi dall’agenzia semi ufficiale Anadolu – contestati dall’opposizione – le amministrative. Il suo partito islamico Akp, con il 50% delle schede scrutinate, è il primo con il 46,8%, in calo solo di meno di tre punti rispetto allo storico 49,6% conquistato alle politiche del 2011. Il primo partito dell’opposizione, il Chp del socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu, che lo ha ribattezzato il “dittatore” e il “Primo Ladro”, si fermerebbe al 28%, i nazionalisti del Mhp al 14.6%, i curdi del Bdp al 5%.

Un 2013 di scandali e accuse per Erdogan – Il premier Erdogan, un islamico conservatore, è alla testa della Turchia dal 2002. Reso fragile da una serie di contestazioni nel 2013, Erdogan è stato accusato di corruzione, ma l’uomo forte del Paese accusa gli islamici dell’imam Fethullah Gulem, un tempo suo alleato, di avere montato lo scandalo.

Erdogan: “Se perdiamo amministrative, lascio” – Erdogan aveva annunciato che avrebbe lasciato se il suo partito islamico, l’Akp, non avesse ottenuto il primo posto alle amministrative. Alle politiche del 2011 l’Akp ottenne il 50%, il principale partito di opposizione, il Chp di Kemal Kilicdaroglu, il 25,9%.

Violenze nelle aree rurali: 8 morti – Otto persone sono morte e oltre venti sono rimaste ferite durante la giornata delle amministrative. Le vittime sono rimaste uccise negli scontri tra clan schierati con diversi candidati in aree rurali del Paese, nelle province di Hatay e Sanliurfa, vicino al confine con la Siria.

Fonte Tgcom24