Guardate questo personaggio. Vuole i due marò in prigione

Narendra Modi
Narendra Modi

Roma, 1 aprile 2014 – Non è una questione di giustizia, ma politica: che il destino dei marò sia legato ai rapporti tra i diversi partiti indiani in corsa per le elezioni è ormai una certezza. Latorre e Girone sono uno dei temi degli scontri tra opposizione e maggioranza.
Il capo del partito nazionalista e candidato premier, Narendra Modi, durante un comizio nello stato di Arunachal Pradesh, ha accusato Sonia Gandhi, presidente del partito di governo, di favoritismo verso i due militari del suo Paese di origine. La Gandhi, nata nel Vicentino, è indiana dal 1983. «Signora Sonia, visto che lei ha sfidato il nostro patriottismo, vorremmo sapere in quale carcere sono detenuti i due italiani», ha chiesto con pesante ironia Modi, numero uno del partito Bharatiya Janata, governatore del Gujarat e favorito alla corsa per il premierato nelle prossime elezioni.
Era stata la Gandhi, domenica scorsa, ad attaccare Modi durante un appuntamento elettorale del partito del Congresso, del quale lei è presidente e il figlio Raul il candidato alla guida del governo. «Alcuni – aveva detto la Gandhi – suonano i tamburi del patriottismo, ma voglio solo appropriarsi del potere ingannando il popolo».
E la risposta non si è fatta attendere: «Per favore, non abbiamo bisogno di certificati di patriottismo rilasciati da lei», ha tuonato Narendra Modi, che ha inoltre chiesto al governo di chiarire perché lasciò liberi di rientrare in Italia i due marò, quando questi chiesero di poter votare in patria lo scorso anno. «Quando due pescatori sono stati uccisi da militari italiani chi li ha aiutati, dimmelo per favore, a lasciare il Paese?»
Le elezioni in India si terranno a partire dal prossimo 7 aprile e si chiuderanno il 12 maggio. Saranno chiamati alle urne circa 814,5 milioni di cittadini. La gran parte dei sondaggi vede favoriti i nazionalisti indù di Modi, impegnati a conquistare la maggioranza dei 543 seggi della Camera bassa e la guida del gigante asiatico, con il Congresso che potrebbe avviarsi verso la peggiore sconfitta della propria storia.
Reazioni sdegnate in Italia alla notizia che i due marò sono finiti nell’ingranaggio della campagna elettorale indiana. «I nostri marò non possono essere oggetto dello scontro politico-elettorale in atto in India. Quanto dichiarato dal leader del partito nazionalista Modi è intollerabile ed evidenzia che Latorre e Girone sono ancora a New Delhi per ragioni di carattere politico», ha commentato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri di Forza Italia. Il quale lancia anche una proposta: «Il presidente della Repubblica dovrebbe nominare i due marò senatori a vita», ha detto commentando una loro possibile candidatura alle elezioni europee.
di Antonio Angeli
Fonte Il Tempo