Afghanistan, uccisa fotoreporter Ap. Scattò foto simbolo di Nassirya

nassKabul, 4 aprile 2014 – Un uomo vestito da poliziotto ha sparato contro due giornaliste straniere oggi nell’Afghanistan orientale, uccidendone una e ferendo gravemente l’altra. Lo riferiscono la polizia, un medico e un funzionario locale. La donna uccisa è una fotoreporter di guerra tedesca, Anja Niedringhaus, 48 anni, la ferita è Kathy Gannon, canadese. L’attacco è avvenuto alla vigilia delle elezioni presidenziali, che i talebani hanno promesso di disturbare con una campagna di omicidi e attentati. Le due giornaliste si trovavano a Khost al confine col Pakistan. Il mese scorso, un giornalista afghano dell’agenzia France-Presse è stato ucciso insieme ad altre otto persone, quando i talebani hanno aperto il fuoco in un hotel di lusso a Kabul.
Anja Niedringhaus era l’unica donna nel team di fotografi Ap insigniti del premio Pulitzer nel 2005 per la copertura della guerra in Iraq. Celebre il reportage dopo l’attentato alla base italiana di Nassirya e la strage dei carabinieri italiani.

Anja Niedringhaus
Anja Niedringhaus

“Anja e Kathy hanno passato anni insieme per coprire l’Afghanistan, il conflitto e la sua gente”, ha detto Kathleen Carroll, Ap Executive Editor. “Anja era una appassionata, dinamica giornalista, molto amata per le sue foto, il suo cuore e la gioia per la vita. La sua perdita ci spezza il cuore”. Le due croniste di Ap “erano in un convoglio protetto dall’esercito afghano e dalla polizia”, precisa l’agenzia di stampa Usa.

Anja era nata a Hoexter, dove a 16 anni iniziò a lavorare come freelance per un giornale locale. Poi gli studi universitari in letteratura, filosofia e giornalismo a Goettingen. Arriva il 1989, il Muro crolla e grazie alle sue foto Anja entra a far l’anno dopo parte della European Press Photo Agency (Epa), il celebre network europeo di immagini.

Nel 2002 entra nella Associated Press (Ap) e fa base a Ginevra. Segue tutti i conflitti ma anche i Giochi Olimpici, ben nove quelle al suo attivo. Nel 2005 il Pulitzer per l’Iraq, l’anno dopo il prestigioso premio al Coraggio della Fondazione internazionale donne nei media. E poi ancora riconoscimenti a pioggia, da Harvard o dai tanti premi minori per le sue immagini, messe in mostra nei musei di Francoforte, Houston, Londra, Vienna.

Fonte Repubblica