“Ti ammazzo come Matteo”: la compagna lo fa arrestare per l’omicidio di 8 anni fa

polizia40Giampaolo Ferrari, 42 anni, ha confessato di aver ucciso Matteo Musso il 3 maggio 2006 durante una lite mentre era sotto l’effetto di alcol e coca. La svolta dopo l’ennesimo pestaggio della donna

Milano, 5 aprile 2014 – E’ stato risolto dopo otto anni il giallo dell’omicidio di Matteo Musso, un ex dipendente comunale ucciso a Milano il 3 maggio 2006, il cui corpo fu ritrovato in una rimessa in via Chiesa Rossa, zona Gratosoglio, colpito da una decina di coltellate. L’uomo fermato per il delitto è Giampaolo Ferrari, 42 anni, con precedenti per droga, rapina e maltrattamenti nei confronti della convivente e madre di suo figlio. Per questo reato, in particolare, è stato condannato due anni fa a otto mesi di reclusione.

Il caso di Musso era stato archiviato nell’ottobre 2007, ma nel marzo di quest’anno la squadra mobile ha chiesto la riapertura. La compagna di Ferrari ha raccontato che durante l’ennesimo pestaggio il 42enne le avrebbe detto “ti faccio fare la fine di Matteo”, riferendosi all’omicidio di Musso. La segnalazione della donna ha rimesso in moto le indagini e sono riprese intercettazioni e interrogatori. Ferrari è stato quindi convocato in questura per essere ascoltato dai pm Alberto Nobili e Gianluca Prisco.

Ferrari, che già all’epoca dei fatti fu ascoltato ma non fu indagato, ha confessato anche alla presenza dei suoi avvocati. Il movente sarebbe un’offesa rivolta da Musso al suo amico durante una lite, che sotto l’effetto di cocaina e alcol l’avrebbe ucciso con dieci coltellate la notte del 3 maggio 2006. Il corpo fu trovato l’indomani da un gruppo di camionisti all’interno della baracca in via Chiesa Rossa 191 in cui Musso viveva e svolgeva l’attività di custode.

Fonte: La Repubblica